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Banche centrali europee, da settembre nessun limite alle vendite di oro

Rinnovato il Central Bank Gold Agreement: gli istituti non devono più rientrare nel tetto fissato a 2mila tonnellate annue. Soddisfazione dal World Gold Council

Rinnovato fino al 2019 il Central Bank Gold Agreement (CBGA): si tratta dell’accordo siglato, per la quarta volta, tra le banche centrali europee (inclusa la Bce), ovvero le banche dell’Eurozona più Svizzera e Svezia. In sostanza nulla di invariato, se non per un’importante novità: rispetto alle edizioni precedenti, il CBGA elimina il limite alle vendite di oro dalle riserve dei singoli istituti di emissione (il tetto era fissato alle 2mila tonnellate all’anno).

Il limite fu fissato nel 1999, anno del primo accordo, e da allora è stato rinnovato due volte, nel 2004 e nel 2009. Nella nota ufficiale è specificato che l’oro resta un elemento importante delle riserve monetarie globali e che al momento non vi è interesse a vendere quantitativi significativi di oro. Inoltre, viene garantito che le banche continueranno a coordinare le loro transazioni in oro per evitare scompensi del mercato.

L’accordo entrerà in vigore il 27 settembre, quando scadrà quello attuale, e sarà rivisto fra cinque anni. Già si registrano le prime reazioni alla novità introdotta quest’anno, tra perplessi ed entusiasti. Appartiene alla seconda categoria il World Gold Council, che in una nota fa sapere che “si compiace della decisione, che rappresenta un impegno a preservare la trasparenza per i partecipanti al mercato dell’oro”. In merito all’eliminazione del tetto massimo, il WGC lo considera un segnale del fatto che “le vendite di oro sono essenzialmente complete”. La dichiarazione discende dall’evidenza che nel corso degli ultimi cinque anni le banche centrali europee hanno di fatto interrotto le vendite di oro, raggiungendo in totale meno di 25 tonnellate (rispetto alle 2mila ammesse).

Complessivamente, all’inizio del terzo trimestre del 2013, le banche centrali detenevano circa 32.000 tonnellate di oro, circa un quinto di tutto l’oro mai estratto.Il rinnovo di questo accordo – si legge ancora nella nota di World Gold Council – è di particolare importanza per i paesi produttori di oro, molti dei quali sono paesi poveri fortemente indebitati. Oggi poco più della metà dei 39 paesi riconosciuti dalla Banca Mondiale e della divisione dell’FMI a loro dedicata è produttrice di oro, che costituisce in media il 4,2 % del Pil. La prosecuzione dell’intesa sostiene lo sviluppo economico di queste regioni”.


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