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Bahrain, boom della domanda di oro e perle

Nella monarchia mediorientale è più che raddoppiato il numero di gioielli e lingotti certificati nel laboratorio della capitale Manama

perle

Mentre l’India fa sapere che i dazi doganali sull’oro resteranno immutati al 10%è boom di domanda in Bahrain. L’ex Emirato, oggi monarchia costituzionale, ha pubblicato le cifre ufficiali del Laboratorio di Manama, la capitale dello stato, specializzato in  certificazione di oro e perle: negli ultimi due anni il numero di pezzi testati (tra gioielli, lingotti e altro) è passato da 6.000 a oltre 13.000.

Lo ha riferito Abeer Al Alawi, a capo del Direttorato per la certificazione di metalli e pietre preziose, al Comitato perle, oro e gioielli della Camera di commercio nazionale. Il dato è stato confermato anche da Mohammed Malim, vice presidente del comitato, che ha aggiunto che nel 2014 in Bahrein sono state certificate otto tonnellate di oggetti d’oro, a fronte delle 5.7 tonnellate certificate di media negli anni precedenti.

Cifre positive ma da guardare con cautela. “La domanda di oro e anche perle del Bahrein – ha spiegato Malim – è aumentata in virtù della rinomata purezza dei preziosi certificati nel nostro Paese. Questo lo dobbiamo alla severità dei controlli. Tuttavia l’accresciuta domanda ha causato anche un accumulo di oro e gioielli da testare e certificare, con forti ritardi che si stanno ripercuotendo sull’intero settore”. A questo, il Bahrain aggiunge un serio problema di sicurezza di produttori e dettaglianti, come denunciato più volte dall’Associazione oro e gioielli dei Paesi del Golfo.


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