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Aziende orafe e ispezioni sul lavoro: più garanzie per le imprese

Finalmente le ispezioni sul lavoro trovano una regolamentazione legislativa, uscendo dalla sfera discrezionale delle amministrazioni, quando non dei funzionari addetti ai controlli.

Si tratta di un forte passo in avanti sul piano delle garanzie per le aziende controllate, che ora possono contare su di una procedura codificata e su linee guida uniformi valide per tutti gli accessi.

La novità è contenuta nel “collegato lavoro”, già approvato dal Parlamento, ma momentaneamente in fase di revisione per il rinvio alle Camere da parte del Presidente della Repubblica della norma che riguarda l’arbitrato in caso di licenziamento.

Le norme sulle ispezioni non dovrebbero invece conoscere alcuna modifica, e pertanto saranno definitivamente approvate quando sarà modificato il testo sugli arbitrati, forse già alla data di pubblicazione di questo numero.

Innanzitutto, la norma precisa che il personale ispettivo può accedere presso i luoghi di lavoro solo nei modi e nei tempi consentiti dalla legge.

Questo principio generale chiarisce che le procedure individuate dalla norma e descritte in seguito vanno tassativamente osservate, pena la nullità del procedimento e degli atti che ne conseguono.

Vediamo di seguito quali sono queste procedure inderogabili.

Al termine delle verifiche compiute nel corso del primo accesso ispettivo, il personale ispettivo deve rilasciare al datore di lavoro o alla persona presente all’ispezione, il verbale di primo accesso ispettivo.

La norma indica precisamente i contenuti minimi del verbale:

–    l’identificazione dei lavoratori trovati intenti al lavoro e la descrizione delle modalità del loro impiego;

–    la specificazione delle attività compiute dal personale ispettivo;

–    le eventuali dichiarazioni rese dal datore di lavoro o da chi lo assiste, o dalla persona presente all’ispezione;

–    ogni richiesta, anche documentale, utile al proseguimento dell’istruttoria finalizzata all’accertamento degli illeciti.

L’imprenditore dovrà stare molto attento a cosa viene scritto nel verbale di primo accesso, poiché esso costituisce la prima fonte di prova di eventuali illeciti riscontrati. Egli dovrà dunque seguire l’intera operazione di redazione del verbale e far inserire, ove necessario, proprie dichiarazioni per contestare le osservazioni degli ispettori.

Se vengono riscontrate violazioni,l’ispettore diffiderà il trasgressore alla regolarizzazione delle inosservanze, entro 30 giorni dalla data di notificazione del verbale e al pagamento della sanzione entro 15 giorni da tale regolarizzazione.

A tale procedura di regolarizzazione l’azienda viene ammessa mediante la notifica di un unico verbale di accertamento, con l’esclusione di qualsiasi altro mezzo.

In mancanza anche di uno solo di questi elementi, può essere contestata la validità del verbale.

È evidente però che il punto più importante è quello riportato alla lettera a), cioè “l’indicazione puntuale delle fonti di prova”, che dovrà essere oggetto di esame attento da parte dell’imprenditore: un verbale generico, fatto di una sommatoria di contestazioni non adeguatamente motivate, potrà essere facilmente impugnato in sede di ricorso.

In ogni caso, tale norma garantisce una uniformità procedimentale ed al tempo stesso pone un argine all’arbitrio ed alla discrezionalità che tante volte caratterizzano le ispezioni di qualsiasi tipo.




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