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Aurogel. Ottenuta in laboratorio un’inaspettata leggerezza del metallo prezioso

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Come l’oro ma più leggero, molto più leggero. E anche soffice come una spugna. È il risultato di una ricerca ad opera di un pool del Politecnico di Zurigo (Eth), guidato da Raffaele Mezzenga, che ha ottenuto un composto soffice e malleabile impiegabile in gioielleria quanto in processi industriali. La notizia è stata data dalla rivista Advanced Materials. Questa schiuma d’oro, chiamata aurogel, è ottenuta dalle proteine del latte, riscaldate per scinderle in fibre sottili un nanometro, unite poi a una soluzione di sali d’oro. Insieme formando una struttura tridimensionale molto porosa che a occhio nudo non ha nulla di diverso da una pepita d’oro a 20 carati, ma bisogna toccarla per sentirne la leggerezza (mille volte meno del comune oro), la porosità (galleggia sulla superficie di una sostanza liquida come la schiuma di un cappuccino) e la malleabilità. È praticamente fatta di aria per il 98% e il restante 2% se lo contendono le fibre del latte 1/5 e l’oro puro (4/5). Sarà il protagonista della nuova gioielleria?


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