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Aucella quando la materia diventa bellezza

Continua il viaggio tra le famiglie storiche del Centro Orafo Il Tarì. Nei coralli e cammei dell'azienda torrese, la tradizione nel rispetto della Natura


Il 1930 è l’anno ufficiale della sua nascita, ma era attiva ancora prima, in un arco temporale attraversato da seri ostacoli che hanno fatto il bello e il cattivo tempo, alti e bassi che hanno contribuito a traghettare quella piccola realtà in una grande azienda di corallo e cammei. E Torre del Greco non poteva che essere la sua città, qui che la lavorazione è un’arte manuale che merita meraviglia, un mestiere che passa immutato di generazione in generazione, la terza per Aucella, che oggi festeggia il suo 90esimo anniversario, necessariamente in sordina a causa degli eventi che hanno sconvolto il mondo intero, come ci racconta Vincenzo, con suo fratello Manuel, ora alla guida del marchio.

Con tuo fratello Manuel siete la terza generazione dalla ditta Aucella, quale innovazione avete apportato?

Il cammeo e il corallo sono il nostro biglietto da vista. La nostra produzione è riconosciuta nel mondo per qualità e originalità ed abbiamo scelto di non intaccare il prodotto se non adeguandolo, dove è possibile, alle evoluzioni dei tempi e dei mercati. Abbiamo però investito molto sul web e sulla comunicazione, di cui prima si sottovalutava l’importanza, creando una piattaforma ‘B2B’ che propone oltre 2000 prodotti ed un servizio pre e post vendita molto attivo, perché siamo convinti che l’attenzione al cliente sia la nostra priorità, prima ancora della vendita, e manteniamo vivo il contatto attraverso i social in ogni parte del mondo, perché il dialogo è il cardine della fidelizzazione.

 

Il vostro è un prodotto di lusso per un target particolare?
Vendiamo arte, un’arte che ha fatto conoscere il nostro territorio, Torre del Greco, in tutto il mondo.

Sono manufatti di elevato piacere estetico ed inimitabili perché è proprio la lavorazione manuale di un prodotto naturale che rende irripetibile, cioè lusso puro.

Alcuni pezzi, naturalmente, fanno parte della nostra collezione privata, come il tagliacarte, del 1879, esposto in diverse mostre, dono de “il Clero di Torre del Greco” all’avvocato Cavalier Giustiniano Lebano per averli supportati in una causa di espropri da parte dello Stato.

Il tagliacarte datato 1879


Qual è il vostro cliente tipo?
Amante delle cose belle, senza fascia di età, perché realizziamo sia pezzi importanti di grande valore sia gioielli alla portata di giovani generazioni. Anche in fatto di estetica, grazie a modelli contemporanei che rispondono ai tempi in cui sono proposti.


Il cammeo e il corallo non sono mai passati di moda. Come mai?
Un andamento altalenante lo hanno conosciuto anche loro ma sono prodotti così particolari che travalicano ogni problematica estetica ed economica. Si parla di unicità e di rarità, di lavori manuali certosini che solo mani esperte possono praticare. È un patrimonio artistico mondiale, motivo di orgoglio di noi Aucella.


Si sente tanto parlare di imitazioni, come si certifica un corallo?
Utilizziamo unicamente corallo raccolto con modalità di pesca ecocompatibile con l’ambiente marino secondo una normativa molto complessa tutta certificata.


Che importanza ricoprono per voi le fiere?
Sono una parte imprescindibile del nostro business. Le abbiamo vissute quasi da pionieri. Alla fiera di Milano una foto testimonia la visita di Enrico De Nicola, il primo presidente della repubblica, allo stand di mio nonno Giovanni Aucella. Anche a Vicenza siamo stati tra i primi. Allora c’era solo il padiglione A, la Piramide. Questa scelta è stata fondamentale per la nostra attività perché anche se Torre del Greco è la culla del corallo e del cammeo non un polo attrattivo, è la patria di artisti artigiani ma la comunicazione non è il suo forte. Un tempo si partiva armati di buona volontà e con una valigia carica di bellezze si andava alla ricerca del potenziale cliente. Una grande fatica, oltre che rischioso. Poi Vicenza è stata la svolta che ci ha permesso di espanderci a nuovi mercati perché è una grande vetrina, sotto tutti i punti di vista, per il nostro prodotto che per la sua tipicità ha necessità di essere raccontato di persona.

La visita del Presidente De Nicola

Da quando avete sede al Tarì?
Da circa 6 anni, ma la produzione rimane a Torre del Greco. In realtà il nostro non è un prodotto tipico del centro orafo ma la scelta è stata suggerita prevalentemente dalla sicurezza che poteva offrirci. Prima si stava quotidianamente sul chi va là, era estenuante. Senza sottovalutare l’opportunità di ampliare il ventaglio di clienti, un grande aiuto specialmente in periodi di incertezza come quello attuale.


Perché è nata Assocoral?
Quello con la materia prima, e quindi con la Natura, è un rapporto molto delicato dal quale dipende il futuro della nostra attività. Era il tempo delle prime avvisaglie ecologiste, e mio padre Carmine insieme ad altri cinque amici/colleghi “produttori corallari”, critici nei confronti delle pratiche fino ad allora in uso, come la pesca a strascico devastante per l’ambiente e per il corallo stesso, stabilirono di mettere su un’associazione che potesse valorizzare, salvaguardare e promuovere questa forma di artigianato unica al mondo avvalendosi di esperti.


Tu ne sei presidente, da quando?
Prima ero nel consiglio direttivo, poi sono stato eletto Presidente, da poco è iniziato il mio secondo anno. È una carica che ricopro con estrema responsabilità e grande coinvolgimento, etico e professionale per il bene comune di tutta la categoria. Ogni incontro è motivo di ascolto, di scambio di idee e per la grande amicizia e rispetto che ci lega si conclude sempre con il raggiungimento di una visione comune. Il 2 gennaio 2019 segna la data di uno degli ultimi traguardi conquistati: la promulgazione della prima legge nazionale sulla raccolta del Corallium rubrum in Italia, un obiettivo molto importante se si pensa che prima la raccolta veniva regolata da regione a regione.

Aucella, matter becomes beauty

Coral and cameos, a nature-friendly tradition

1930 is the official year of the birth of a small business that has now become a large coral and cameo company. In Torre del Greco where its processing is an art. Aucella today celebrates its 90th anniversary, as Vincenzo says, who, with his brother Manuel, is now at the helm of the brand.

Your brother Manuel and yourself are the third generation of the Aucella company, what innovation have you brought into it?
Our production is recognised worldwide for quality and originality and we have chosen not to affect the product except by adapting it to the evolutions of the times. We have invested heavily in the web and communication by creating a ‘B2B’ platform with over 2000 products and a pre and post sales service.

Is yours a luxury product for a particular target?
We sell art. They are inimitable artefacts. Some pieces are part of our private collection, such as a teacup, from 1879, exhibited in various exhibitions, a gift from “the Clergy of Torre del Greco” to the lawyer Cavalier Giustiniano Lebano.

Who is your typical customer?
A lover of beautiful things, of any age, because we make both important pieces of great value and jewellery within the reach of younger generations.

Cameo and coral have never gone out of style. Why?
They are such particular products, unique, manual works that only expert hands can practice. It is a world artistic heritage, a source of pride for us from Aucella.

There is so much talk about imitations, how do you certify a coral?
We only use coral harvested with eco-compatible fishing methods with the marine environment according to a certified legislation.

How important are fairs to you?
They are an essential part of our business. We lived them almost as pioneers. At the Milan fair, a photo testifies the visit of Enrico De Nicola, the first president of the Italian Republic, to my grandfather Giovanni Aucella’s stand. In Vicenza, we were among the first when there was only pavilion A, the Pyramid. In the past, people just set off with goodwill and a suitcase full of beauties in pursuit of the potential customer. Great effort, as well as risky. Then Vicenza became the turning point that allowed us to expand to new markets because it is a great showcase, from all points of view.

Since when are you based in Tarì?
For about 6 years, but the production is still in Torre del Greco. The choice was mainly suggested by the security it could offer us, without underestimating the opportunity to expand the range of customers.

Why was Assocoral born?
That with the raw material is a very delicate relationship on which the future of our business depends. My father, Carmine, with five other “coral manufacturer” friends/colleagues, critical of the practice hitherto in use, such as bottom trawling, they agreed to put up an association that would safeguard and promote this form of craft.

Since when are you its president?
Firstly, I was on the board of directors, then President, my second year started recently. A position that I hold with responsibility and involvement, both ethical and professional, for the common good of the whole category. The date 2nd January 2019 marks one of the latest achievements: the promulgation of the first national law on the harvesting of Red Coral in Italy, very important if you consider that its harvesting had been previously regulated from region to region.


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