di


Aucella: “l’eticità e il rispetto dell’ambiente sono elementi basilari per le aziende del settore da noi rappresentate”

Per il presidente di Assocoral, la sostenibilità della raccolta e dei processi di lavorazione del corallo saranno sempre più alla base dell’attività dell’associazione di riferimento dell’intero comparto

Vincenzo Aucella

La pandemia che ha colpito in maniera indiscriminata tutto il mondo ha avuto solo un merito, forzando enormemente l’espressione, ed è quello di rivalutare concetti e stili di vita rispettosi dell’ambiente. In questi mesi di lockdown tutti abbiamo avuto modo di vedere istantanee di luoghi e di paesaggi famosi completamente diversi grazie alla riduzione di smog o altre forme di inquinamento. E proprio queste tematiche sempre più in futuro motiveranno gli acquisti.

Assocoral, l’associazione nazionale di riferimento dei produttori di corallo e cameo, presideduta da Vincenzo Aucella, esponente di una delle famiglie storiche del comparto, da anni conduce una battaglia costante a tutela dell’oro rosso, una vera ricchezza della natura prima che dell’uomo.

Al presidente abbiamo chiesto di raccontarci quali iniziative sono state intraprese negli anni per consentire ai suoi associati di realizzare collezioni di gioielli belli e sostenibili presenti in tutto il mondo.

Il Porto di Torre del Greco

Innanzitutto Presidente, il corallo rosso è completamente diverso da quello delle barriere coralline?

Certo le barriere coralline sono totalmente protette ed i loro coralli non sono adatti per la lavorazione in gioielleria. Inoltre i coralli preziosi scientificamente appartengono alla famiglia dei “corallium” e vengono pescati a profondità superiori ai 50 metri, mentre le barriere coralline si estendono da zero a 40 m.

Possiamo affermare con certezza che il corallo rosso viene pescato secondo criteri di sostenibilità ed in pieno rispetto dell’ambiente marino?

È completamente corretta tale affermazione, perché in tutto il mar Mediterraneo il GFCM organismo FAO, le cui raccomandazioni sono prese da nazioni ed esperti di tutto il mondo, ha stabilito le regole per la pesca del corallo rosso.

Tra le più importanti ricordiamo che la raccolta è praticata soltanto tramite sub che munito di sola piccozza scende a profondità superiori a 50m e può raccogliere piccole quantità giornaliere di corallo. È completamente bandita la pesca con l’uso delle reti.

Esistono ulteriori misure che regolano la pesca? 

La pesca è praticata da un numero ristretto di sub muniti di licenze rilasciate ogni anno in modo da monitorare e mantenere sempre sostenibile lo sforzo di pesca, la raccolta è permessa solo per un periodo limitato durante l’anno ed in aree ben definite. Inoltre è proibita la raccolta dei rami di piccole dimensioni.

Abbiamo descritto le misure che regolano la sostenibilità della raccolta, e per quanto concerne la sostenibilità dei processi produttivi?

La lavorazione del corallo è basata sull’abilità manuale degli artigiani “corallari” che seguono lunghi tirocini ed usano semplici attrezzi che utilizzano prevalentemente acqua corrente durante il loro impiego, inoltre gli scarti di corallo provenienti dalla lavorazione – che ricordiamo si tratta di frammenti organici – vengono raccolti non gettati, e comunque utilizzati per la loro preziosità! Pertanto, l’impatto ambientale dei processi di lavorazione è praticamente nullo!

Per quanto concerne la tracciabilità del corallo rosso, come è regolata?

La tracciabilità della materia prima è certificata per legge in Italia. Il decreto del 2 Gennaio 2019, ha stabilito che il pescatore di corallo ogni giorno è tenuto a riportare su un apposito registro di bordo le quantità pescate e le coordinate geografiche della zona di pesca,  quando arriva in porto deve mostrare il tutto alla capitaneria che controlla e appone il visto.

Alla vendita il pescatore italiano è tenuto ad indicare sulla fattura anche le coordinate della zona dove ha pescato il corallo grezzo, così come riportate quotidianamente sui giornali di bordo. Pertanto dal 2019 la pesca e la vendita del “corallium rubrum” (corallo rosso) è completamente tracciabile. Dunque, abbiamo una tracciabilità dal pescatore al produttore di Torre del Greco.  Il prossimo step, già in cantiere, è proseguire questa tracciabilità ed arrivare al consumatore finale, così da chiudere il cerchio.

Questo progetto ha un proprio marchio distintivo, un proprio portale ed un’applicazione che permetterà a tutti gli associati Assocoral di poter usufruire di questo servizio, non solo per i gioielli in corallo ma anche per le opere in cammeo.

Dopo i successi ottenuti in tema di sostenibilità e tracciabilità, quali sono i principi di guida delle aziende che lavorano il corallo localizzate a Torre del Greco, capitale mondiale dell’oro rosso?

Il rispetto dell’ambiente, la sostenibilità della raccolta e dei processi di lavorazione del corallo, la tracciabilità del corallo raccolto, la formazione dei giovani, l’eticità del nostro settore, sono elementi basilari per le aziende del settore rappresentate dall‘Assocoral.

Pertanto l’associazione continuerà ad impegnarsi su tali principi ed in particolare è obiettivo primario estendere la tracciabilità del prodotto corallo lungo l’intera catena di distribuzione fino al consumatore finale.


1 commento

  1. Pasquale Pignatelli says:

    Ottimo. La tracciabilità del prodotto è sinonimo di professionalità. La pandemia ci ha sensibilizzato su quanto sia importante la riduzione dell’inquinamento, per cui è fondamentale che il ciclo di lavorazione del corallo, abbia un impatto ambientale di minor possibile danno.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *