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Argento, nel 2011 il prezzo sopra i 30 dollari l’oncia

Diffusi ieri i risultati del mercato dell’argento elaborati da GFMS, l’associazione internazionale di ricerca e consulenza sui metalli preziosi. Benché l’attenzione del mercato sia più concentrata sull’aumento del prezzo dell’oro e sulle sue conseguenze, non si può dire che l’argento sia da meno. Secondo la ricerca, presentata ieri a New York durante il “Silver Dinner” organizzato dal Silver Institute, ci si attende, per il 2011, un prezzo che superi i 30 dollari l’oncia, a causa del crescente interesse di investitori e del recupero della domanda industriale. La domanda dei produttori prevede un aumento totale del 10% nel 2010 come forte – ma solo parziale, sottolinea GFMS – recupero nell’uso industriale. Record per gli investimenti (valore netto 2010 circa 4 miliardi di dollari). La media 2010 del prezzo è 19.94 dollari, +36% rispetto allo scorso anno.

Per ciò che riguarda la fabbricazione di gioielli si prevede un aumento di circa il 3% quest’anno, in parte come risultato della sostituzione dell’oro. Ulteriori guadagni, sempre modesti, sono previsti nel 2011.

La domanda di investimenti (comprese monete e medaglie) resta elevata, in quanto si prevede una crescita alta per tutto il 2010 e miglioramenti sono previsti anche per il 2011. Il metallo ha infatti beneficiato di acquisti rifugio in maggio e giugno, soprattutto a causa della crisi europea del debito sovrano. Dopo la ‘pausa estiva’, c’è stata una crescita molto più forte dell’interesse degli investitori. Fattori-chiave: le preoccupazioni sulla solidità del dollaro e la potenziale inflazione futura.

Un ulteriore sostegno è venuto da un positivo andamento dei prezzi. Nei primi 10 mesi dell’anno il prezzo si è attestato su una media di 18,61 dollari, con un aumento del 32% che esclude però il picco di novembre a 28,55 dollari. Il driver principale rimane la domanda di investimento.

Intanto, l’oro è in lieve calo ma sempre intorno ai 1350 al grammo. Secondo il World Gold Council, la domanda di oro è cresciuta, nel terzo trimeste 2010, del 12% (922 tonnellate), complice la domanda dei gioielleri (+8% a 529,8 tonnellate) e degli investitori retail (+25% a 243 tonnellate).

Il WGC si attende per quest’anno, alla luce della forte domanda dalla Cina e dall’India, un aumento del consumo di oro rispetto al 2009. A questi due paesi è infatti riconosciuto il ruolo di traino nello spingere la domanda globale verso livelli più alti dello scorso anno. Nella gioielleria i consumi sono cresciuti dell’8% (529,8 tonnellate), contro il 31% assorbito dagli investimenti. Il dato è del tutto invertito rispetto al 2009. In gioielleria, +36% per i consumi indiani +16% per la Cina.


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