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Arezzo verso l’intesa con Italian Exhibition Group

Il presidente di Arezzo Fiere Boldi parla di aggregazione di filiera, non di una fusione: l’accordo potrebbe essere siglato entro gennaio

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“Non una fusione societaria, ma una aggregazione di filiera”. Sull’avvicinamento tra Arezzo Fiere e Italian Exhibition Group (nato dalla fusione di Fiera di Vicenza e Fiera di Rimini) si esprime così Andrea Boldi, presidente della società che organizza le rassegne del distretto aretino, su Il Sole 24 Ore di oggi. Un fidanzamento, più che un matrimonio, dunque, potrebbe essere annunciato entro gennaio. “Non è prevista nessun trasferimento di attività ed eventuali avanzamenti dell’aggregazione si decideranno più avanti – precisa Boldi al quotidiano economico -. Con Fiera Vicenza abbiamo raggiunto un’intesa nella filiera dell’oro-gioielleria e l’accordo con Ieg, nelle prossime settimane, è il naturale approdo. L’accordo lo dovremo sottoscrivere subito o mai più”.

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Andrea Boldi

Secondo quanto riportato dal quotidiano, nel 2015 Arezzo Fiere ha fatturato “4,8 milioni con un Ebitda positivo per 1,1 milioni ma una perdita netta di 211mila euro dopo l’accantonamento di 500mila euro per un contenzioso Ici-Imu relativo al decennio 2005/2015″. Il debito complessivo sfiora i 6 milioni a fronte di un capitale netto iscritto a bilancio di una quarantina di milioni. Anche in presenza di una debolezza finanziaria, però, Arezzo manterrà la sua identità. “Per il secondo anno consecutivo – sottolinea il presidente di Arezzo Fiere – la gestione caratteristica della società è in equilibrio e produce cassa. Certo, paghiamo il dazio della mancata sottoscrizione per 3 milioni dell’aumento di capitale da parte del Comune di Arezzo e della riduzione di apporto, per 500mila euro, da parte della Regione. Ma ora le banche hanno preso atto della nuova gestione e ci danno fiducia”.

La posizione di Boldi è chiara e spazza via i dubbi su quanto ipotizzato a inizio dicembre sulle pagine del quotidiano la Nazione, che parlava di una trattativa avanzata con IEG per dare vita a una regia unica per le grandi fiere orafe nazionali, incluse Oro Arezzo e Gold Italy, nell’ambito di un accordo che amplierebbe quello già in essere e garantito dal ministero dello Sviluppo Economico. L’ipotesi si spingeva fino a considerare la possibilità che Arezzo cedesse le proprie manifestazioni sulla base del pagamento di un corrispettivo: possibilità che, stando a quanto affermato oggi da Boldi sul Sole 24 Ore, sembra non essere realistica.

 


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