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Arezzo, l’arte orafa tra i corsi del neonato Centro per lo sviluppo dell’artigianato artistico

Finanziato dalla Fondazione dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, metterà in contatto formazione e impresa. Lezioni al via il 15 marzo

E’ stato presentato ieri ad Arezzo il Centro per lo sviluppo dell’artigianato artistico, dell’alta formazione e dei servizi alle imprese del territorio, progettato dalla Provincia e finanziato dalla Fondazione dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Il centro, ospitato presso il Liceo Artistico annesso al Convitto Nazionale “Piero della Francesca”, è stato promosso dall’assessorato provinciale all’Istruzione e accolto dall’istituto aretino, coadiuvato dalla cooperativa Arte&Fare e dal consorzio Arezzo Fashion, con il sostegno di Cna e Confartigianato.

I corsi saranno 4: dall’arte orafa e tiratura a martello (il docente sarà il maestro artigiano Alano Mafucci) alla smaltatura a fuoco, passando per modellistica e costumi teatrali: le lezioni inizieranno il 15 marzo e saranno precedute da una serie di incontri illustrativi.Previste lezioni teoriche in aula (il sabato mattina), formazione a distanza, pratica in laboratorio e attraverso stage nelle aziende del territorio, per garantire a queste ultime personale trasversalmente preparato e capace di mettere insieme il proprio bagaglio culturale e linguistico con abilità manuali e tecnologiche d’avanguardia.

“Questi corsi, che si svolgono all’interno della nostra scuola, valorizzano ancora di più tutto quello che stiamo portando avanti ormai da molti anni – ha dichiarato Luciano Tagliaferri, dirigente del Liceo Artistico annesso al Convitto Nazionale Piero della Francesca – che vede nella condivisione di fini e strategie col mondo del lavoro l’obiettivo strategico principale dell’azione didattica all’interno dei settori storici della scuola (moda, tessuto, arredamento, gioiello e accessorio), strutturate per formare dei giovani in grado di promuovere il Made in Italy con idee e prodotti competitivi. Contemporaneamente non disperdere tutte quelle che sono le abilità proprie di un artigianato artistico che possono fare la differenza in un mercato che cerca e privilegia l’eccellenza”.

“C’era una necessità di saldare il rapporto tra scuola e mondo del lavoro e, nel contempo, difendere la tradizione artigiana del nostro territorio – ha commentato Roberto Vasai, presidente della Provincia di Arezzo -. Questo consorzio è la risposta concreta a queste necessità, senza dimenticare che il bello della Toscana non è solo la natura ma soprattutto quello che l’uomo ha realizzato nei secoli con le proprie mani”. Un modo innovativo di far incontrare la tradizione locale – dell’oreficeria, come della moda – con il mondo dell’impresa.

“Questo progetto nasce dalla collaborazione ormai consolidata e proficua con la Fondazione Ente Cassa – ha detto Rita Mezzetti Panozzi, assessore all’Istruzione della Provincia di Arezzo –, con la quale condivido da tempo l’idea di dare ai nostri giovani opportunità aggiuntive e complementari rispetto ai percorsi scolastici. Con questi corsi siamo andati a individuare settori specifici e caratterizzanti la nostra economia cosicché non vadano disperse professioni e professionalità del nostro territorio relativamente, nello specifico, all’artigianato artistico”.

“In un momento di così grandi difficoltà per tutta la nostra economia – ha sottolineato il professor Giampiero Maracchi, presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze –, intendiamo aiutare concretamente chi s’impegna con tenacia e determinazione in un comparto così importante per il Made in Italy, qual è l’artigianato artistico, e che sta cercando una nuova identità. Da tempo, infatti, l’Ente Cassa guarda con grande attenzione a questo comparto tanto da aver dato vita, oltre dieci anni fa, all’Osservatorio dei Mestieri d’Arte, che proprio per il suo impegno vede oggi associate ben 15 fondazioni di origine bancaria di tutta Italia”.


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