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Arezzo Fiere e Congressi, Bianchi: “Una ritrovata unità d’intenti per il nostro rilancio”.

Secondo l'amministratore unico, bisognerà trovare una via per un rilancio di nuovi eventi e una riduzione forte dei costi, lavorando ad una allocazione diversa delle risorse.

Sandra Bianchi, amministratore unico di Arezzo Fiere

Due edizioni del piano industriale, analisi dei costi per arrivare a una razionalizzazione degli stessi, programmazione finanziaria, studi e trattative per arrivare le operazioni straordinarie che danno ad Arezzo Fiere e Congressi la prospettiva di un pareggio di bilancio. È stato un 2019 intenso quello di Sandra Bianchi, amministratore unico dell’ente toscano, che venerdì ha sottoscritto con il presidente di Ieg Lorenzo Cagnoni la cessione delle due fiere orafe OroArezzo e Gold/Italy. Un’operazione che porterà nelle casse aretine una componente fissa di 3.494.000 euro e una variabile fino a un massimo di 956 mila euro, che dipenderà da alcune condizioni legate a OroArezzo 2020, per un totale massimo quindi di 4,45 milioni di euro. Una cifra che, insieme alla vendita alla Regione Toscana della collezione Oro d’Autore, del valore approssimativo di 1,65 milioni, darà una boccata d’ossigeno a un bilancio che ha chiuso il 2018 in forte perdita.

Lorenzo Cagnoni, presidente di IEG

Di particolare importanza l’operazione portata a termine con Italian Exhibition Group, la cui prima offerta era stata respinta, con un accordo definito dai soci «di reciproca soddisfazione», che manterrà i due eventi in Toscana per 30 anni. «Quella sottoscritta venerdì – conferma Bianchi – è una proposta molto più soddisfacente di quella precedente. Personalmente devo dire che con Ieg ho sempre trovato una bellissima sinergia, sia nell’organizzazione delle manifestazioni, sia nelle trattative».

A proposito di concordia, in più punti della nota diffusa dal cda si sottolinea la ritrovata sintonia.

Sì, rispetto a quando arrivata c’è stata una collaborazione da parte di tutti e una ritrovata unità d’intenti, perché l’obiettivo comune è quello di rilanciare la fiera.

Con gli introiti delle fiere e di Oro d’Autore si può raggiungere il pareggio di bilancio?

La prospettiva, grazie alle operazioni straordinarie, è quella. Poi bisognerà trovare una via per un rilancio di nuovi eventi e una riduzione forte dei costi. Serve un’allocazione diversa delle risorse. Stiamo ragionando su tutti i contratti di servizio e i costi generali per ridurne il peso. Questo, comunque, non andrà a toccare i dipendenti.

Parlava di nuove manifestazioni, ci sono già progetti?

Non ancora, stiamo intanto cercando di predisporre il piano finanziario per ristrutturare tutti i pagamenti, una volta riportata la società in uno stato fisiologico più ordinario, avendo tolto le partite di carattere straordinario e i debiti pregressi, si inizierà a capire quali sono le risorse da destinare agli investimenti per rilanciare la struttura. Abbiamo preso contatti con delle società esterne che organizzano eventi e inizieranno a lavorarci dal 2020. Stanno studiando quali possano essere gli eventi più rappresentativi per il bacino d’utenza non soltanto aretino, ma per organizzare manifestazioni sia BtoB che BtoC.

In questo senso state lavorando anche con Ieg?

Per il momento no, ma auspichiamo, come anche richiesto dal socio Comune di Arezzo, che si possa instaurare una collaborazione. Con Italian Exhibition Group è in essere anche una convenzione per quanto riguarda la convegnistica e questo potrebbe rientrare negli sviluppi del prossimo futuro.

Il presidente Cagnoni ha parlato di “Prima operazione con una società Toscana”, la partecipazione di Ieg ad Arezzo può andare oltre?

Sicuramente si auspica che ci sia una collaborazione con Rimini. I soci vedono un’opportunità di lavoro per ampliare il bacino d’utenza e portare manifestazioni, incrementando l’indotto legato agli eventi e alle fiere. Allo stato attuale non mi pare invece che il presidente Cagnoni volesse andare oltre le manifestazioni orafe.

Il risanamento passa anche dalla cessione della collezione Oro d’Autore alla Regione

Sì, indicativamente il valore è 1,65 milioni di euro, ma c’è in corso una perizia di stima. La collezione andrà ad ampliare il Museo dell’Oro a palazzo della Fraternita.

Oro d’autore, Aulenti

Uno dei punti critici della vostra struttura sono i collegamenti.

È stato fatto presente da più parti, che Arezzo non è facilmente raggiungibile, certamente migliori collegamenti porterebbero un’affluenza maggiore, ma sono richieste che vanno fatte altrove. Un’alta velocità tra Firenze e Arezzo o Roma e Arezzo certamente sarebbe ben accetta.

www.arezzofiere .it


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