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Arezzo, export orafo in calo ma sempre al primo posto

Un’analisi dell’Area Research & IR del Monte dei Paschi di Siena evidenzia una crescita del +5,4% nell’ultimo biennio: la provincia è prima per imprese

Golden bracelets

In un contesto di ripresa a livello nazionale, la provincia di Arezzo dimostra di essere ben posizionata per un recupero economico anche se l’oreficeria, uno dei comparti più importanti della regione, rallenta. Sono alcune delle evidenze emerse da uno studio dell’Area Research & IR di Banca Monte dei Paschi di Siena presentato in occasione di un convegno organizzato dall’istituto senese ad Arezzo sull’andamento economico della provincia e le sue prospettive future.

Lo studio dell’Area Research & IR di Mps ha analizzato le peculiarità del territorio e la dimensione economica della provincia aretina, che presenta un peso del comparto industriale pari al 26,3% del totale del valore aggiunto provinciale, che le conferisce la natura “industriale” al pari di altre realtà del nord Italia, rendendola fortemente esposta alle fluttuazioni cicliche dell’economia. In questo contesto, la gioielleria, storicamente uno dei comparti più importanti, cresce meno di altri, ma cresce.

MPS_Export oro

Analizzando le esportazioni totali della provincia di Arezzo e quelle dei due comparti più importanti (60,9% del totale nel 2014), malgrado una flessione in media, negli ultimi due anni, dell’export totale (-14,1%), la gioielleria va su del +5,4%. Le vendite all’estero, negli anni della crisi, del solo comparto legato alla gioielleria, bigiotteria e altri articoli connessi hanno registrato una crescita del +29,7%, con alcuni paesi che hanno registrato ottime performace quali gli Emirati Arabi Uniti (+143%) e mantenendosi al primo posto. Anche l’export verso Hong Kong è cresciuto nello stesso periodo del +152,6% mentre notiamo una flessione verso alcuni paesi occidentali quali gli Stati Uniti (- 35,5%), il Regno Unito (-55,2%) e la Spagna (-51,8%). Interessante è il dato della Repubblica Domenicana che sale del +438,9% collocandosi al sesto posto tra i primi paesi esportatori della provincia aretina.

Nel confronto tra il 2013 e il 2014, però, si registra nel comparto una significativa flessione dell’export provinciale (-10,7% a/a) con solo 3 su 10 paesi esportatori ancora in segno rosso (EAU, Turchia e Germania) mentre tutti gli altri hanno avuto un andamento positivo con brillanti risultati che arrivato da Hong Kong (+30,3% a/a), dalla Repubblica Domenicana (+24,7% a/a), da Panama (+14,8% a/a) e dal Regno Unito (+13,8% a/a).

MPS_Export paesi

I principali comparti dell’export della provincia (circa il 65% del totale) hanno registrato negli ultimi anni un andamento contrastato; quello dei metalli di base e prodotti di metallo ha subito una crescita (34,1% vs. del 22,4% del 2007) mentre quello delle altre attività manifatturiere, di cui fa parte la “gioielleria”, ha subito una forte flessione (30,1% del 14 vs. 40,7% del totale del 2007).

Nel 2014, nel distretto aretino, le aziende orafe sono circa 1.318, il 15,7% del totale nazionale, seguono quelle di Valenza Po (10%) e di Vicenza (8,6%). Per addetti sono circa il 42,4% del totale nazionale e il numero degli addetti per impresa è in linea con quello delle altre realtà del settore. Quanto al rapporto tra l’export e gli addetti, Arezzo raggiunge i 259 mila euro contro i 330mila di Vicenza e i 269 mila di Valenza Po.

MPS_Confronto province

In tal senso, osservano gli analisti di Monte Paschi di Siena, è interessante il dialogo nato recentemente tra il distretto di Arezzo e quello di Vicenza, per una maggiore sinergia e per rafforzare la presenza internazionale del comparto: insieme, i due distretti rappresentano circa 2.312 imprese con 14.594 addetti, e nel 2013 hanno contribuito alla bilancia commerciale del nostro paese con un fatturato estero di circa 3,5 miliardi di euro.

Il settore dei gioielli, si legge ancora nell’analisi, negli ultimi anni in Italia ha avuto una crescita in quantità passando da 4,4 milioni del 2012 a 5,1 milioni di tonnellate del 2014, pur registrando una leggera flessione nel 2014 a livello di valore del -0,2% a/a rispetto al 2013. Nella provincia di Arezzo le esportazioni del comparto hanno avuto un flessione in valore più vigorosa (-10,7% a/a) registrando il dato peggiore in Italia, dove invece spicca il dato di Valenza (+27,9% a/a).

Più in generale, osserva lo studio, negli ultimi anni è in atto una tendenza di una lenta flessione del peso del settore dei gioielli di Arezzo sul totale nazionale, fermata solo nel 2013; nel 2014 ha rappresentato il 30,9% del totale del comparto nazionale, rimanendo, comunque, al primo posto. Nel contempo ottimi risultati arrivano dalla provincia di Alessandria che arriva al 21,3% sfiorando il peso di Vicenza che rimane stabile al 23,5% del totale.

Le previsioni di medio/lungo termine confermano il ruolo trainante dell’export per la produzione del distretto. Stando alle stime diffuse in uno studio di Confindustria-Prometeia, nel 2019 nel mondo ci saranno 202 milioni di nuovi ricchi in più rispetto al 2013, che alimenteranno l’export di beni di consumo di fascia medio-alta, grazie a un reddito annuo stimanto in 30 mila dollari.  Infine, altro fattore da considerare è la quotazione del metallo prezioso in euro, che negli anni della crisi è fortemente aumentata (+130%) passando dai 480 euro del 2007 agli attuali 1.113 euro ad oncia, con un picco nella seconda metà del 2012 dove ha raggiunto i 1.381 euro.

MPS_settore orafo


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