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Arezzo, con l’abbinata Last Minute e Bijewels consolida il suo rapporto con il gioiello e strizza l’occhio al bijou

Reinventarsi, trovare nuove strategie vincenti, riformulare obiettivi e infondere ottimismo e voglia di superare la crisi: sono la soluzione auspicabile in congiunture negative come quella attuale e le fiere, in questo percorso, devono stare al passo. Lo sa bene Raul Barbieri, direttore del Centro Affari di Arezzo: la manifestazione orafa per eccellenza del distretto, Oroarezzo, resta solida nel calendario nazionale, ma non è sola. Oltre a Incontri d’autunno, si svolgono tra poche settimane due nuovi eventi, entrambi alla seconda edizione, che hanno dato nuovo lustro al comparto aretino. Sono Last Minute e BiJewel, due iniziative con esigenze diverse ma complementari, tanto che il 4 e il 5 novembre si svolgono insieme. Ma a parlarne nel dettaglio è Barbieri, che, da 3 anni alla guida del Centro Affari, ha regalato nuova linfa alle rassegne toscane.

 

Raul Barbieri

Direttore, perché due nuovi eventi?

È da qualche anno che perseguiamo un piano di lavoro rivolto al distretto aretino e alle aziende che portano nel mondo il made in Italy.  Un progetto di questa portata deve essere sviluppato su più iniziative: riteniamo che sia questo il passo giusto da fare. Last Minute e Bijewel sono per la prima volta abbinati per offrire agli operatori professionali un nuovo modo di stare sul mercato”.

 

In cosa consistono?

“Si tratta di due vere e proprie fiere, in due padiglioni collegati tra loro nella nostra rinnovata struttura. Last Minute è l’incontro tra dettaglianti e grossisti, sia italiani sia stranieri, che hanno interesse a comprare sul pronto, con la modalità del Cash&Carry. Settanta espositori potranno rifornire gli altri anelli della filiera in modo immediato, senza i tempi lunghi di ordini e consegne, soprattutto per rispondere alle richieste del periodo natalizio: ecco il perché della sua collocazione temporale. Bijewel, invece, con i suoi 40 espositori, esplora il segmento dell’alta bigiotteria e dell’accessorio che vanno sempre più verso il mondo della moda”.

 

È l’istituzionalizzazione di un nuovo trend?

“A chi ipotizza che si tratti di un impoverimento del settore, rispondo che altro non è che un cambiamento di tendenza che risponde a un nuovo gusto del consumatore, che cerca un oggetto prezioso sì, ma più facile da indossare. Le vetrine dei negozi e quelle delle fiere sembrano aver registrato che questo è il percorso in atto. Per facilitare gli affari abbiamo anche incentivato l’incoming dei principali dettaglianti italiani e stranieri, offrendo con l’unione dei due eventi un doppio motivo di interesse: da noi esporranno aziende più o meno piccole, ma anche artigiani e designer”.

 

Tutti buoni motivi per fare un salto ad Arezzo.

“Senza dubbio. In più abbiamo predisposto diversi programmi di ospitalità per chi vorrà farci visita: tra le tante iniziative, una navetta gratuita che si muoverà, sia nella giornata di domenica sia nella giornata di lunedì, da Roma, Napoli, Bologna e Bari per evitare agli operatori il peso del viaggio: ci si può prenotare fino al 25 ottobre. Sul sito arezzofiere.it, inoltre, è possibile preregistrarsi per scongiurare le code all’ingresso. Insomma, abbiamo cercato di rendere attraenti sotto ogni punto di vista questi due eventi innovativi: vale davvero la pena non perderli”.


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