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Archivio Costantino Bulgari, conclusa la prima fase del restauro

Era Iniziato a fine del 2018 il recupero della poderosa documentazione acquisita e custodita da Costantino Bulgari, figlio dell'argentiere greco Sotirios Voulgaris, il cui cognome fu poi italianizzato in Bulgari

Costantino Bulgari

L’intervento sull’Archivio di Costantino Bulgari -spiega il professor Paolo Torriti, docente di Storia dell’arte moderna e direttore del Master in Storia, design e marketing del gioiello, direttore scientifico del progetto partito a fine 2018 per il recupero della poderosa documentazione acquisita e custodita da Costantino Bulgari, figlio dell’argentiere greco Sotirios Voulgaris, il cui cognome fu poi italianizzato in Bulgari- ha previsto la depolveratura superficiale del materiale, il riordino fisico e il condizionamento mediante la sostituzione delle scatole e delle cartelle con dei nuovi contenitori, appositamente selezionati e in alcuni casi realizzati manualmente con materiali di idonea grammatura e spessore e con caratteristiche chimico-fisiche specifiche per i singoli oggetti e l’apposizione sulle unità di conservazione di segnature appropriate per rispettarne le unità archivistiche e consentire l’ordinata e idonea conservazione e fruizione”.

Il restauro, appena concluso nella sua prima fase, è stato affidato a Cristina Merelli, restauratrice-conservatrice di materiale cartaceo e fotografico dell’Università di Siena, a cui l’Archivio era stato donato da Anna Bulgari Calissoni, figlia di Costantino.

da sx Cristina Merelli, Paolo Torriti, Giovanni Raspini e Dario Micheli di Quadrifoglio

Si tratta di un’eccezionale raccolta di documenti su orafi e argentieri italiani dal Trecento all’Ottocento (scritti, disegni, fotografie e calchi in cera dei bolli, foto di manufatti divisi per tipologie con relative descrizioni, relazioni su argenti ed argentieri, divisi per regioni e città, corrispondenza tra Bulgari ed i suoi collaboratori, schede di migliaia di marchi, circa 2300 negativi su lastra vitrea e numerosi disegni su carta realizzati dallo storico designer di Bvlgari, Giovanni Valli, raffiguranti oggetti in argento citati e catalogati nell’archivio), frutto delle ricerche e delle campagne fotografiche condotte, tra la fine degli anni quaranta e l’inizio degli anni settanta del Novecento, da Costantino Bulgari (1889-1973), studioso e collezionista di oreficeria.

Paolo Torriti con Giovanni Raspini

L’Archivio rappresenta un prezioso strumento di consultazione e di studio, una panoramica più che esaustiva sull’operosità che animava il comparto nei secoli scorsi e nel recente passato, sottratto a grave rischio di deterioramento grazie al sostegno decisivo di sponsor come Giovanni Raspini, ora custodito ad Arezzo, presso il Laboratorio di Storia e tecnica dell’oreficeria, e consultabile on line su www.labor.unisi.it


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