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Appuntamento annuale con i dati Assorologi: nel 2014 migliora il trend. E da oggi occhio agli smartwatch

Se il consumo di orologi registra un leggero aumento, la tecnologia è pronta a tendere, famelica, l’agguato grazie ad un nuovo ‘killer-product’. Forse un orologio, o forse no. Ma, di fatto, si tratta di un oggetto ancora in cerca di identità.

Assorologi sala

Di smartwatch (questi sconosciuti) e molto altro si è parlato a Milano con Assorologi che, per il decimo anno consecutivo ha presentato i risultati dell’indagine periodica sugli acquisti di orologi da polso in Italia effettuata da GFK Retail & Technology.

A dare un segnale positivo, in un mercato che vale 1,26 miliardi di euro per un totale di 7 milioni di pezzi, è l’inversione del trend delle vendite che registra un + 9,6% in valore e un +5,6% in numero di pezzi venduti. Un cambio di marcia che si è verificato soprattutto nella seconda parte dell’anno.

Tuttavia, in un contesto generale di consumi fortemente mutato nell’ultimo decennio non sono solo i numeri a disegnare il quadro del cambiamento per il settore orologiero ma anche e soprattutto il comportamento dei clienti e le novità pronte al lancio sul mercato.

GfK - Assorologi - 2015 PER CARTELLA STAMPA-4

La polarizzazione degli acquisti, verso l’alto e verso il basso quindi, si accentua fortemente determinando anche un aumento dello scontrino medio che sale da 143 a 183 Euro. Sembra rasserenarsi l’umore del cliente che torna a farsi guidare dall’impulso nella decisione d’acquisto affidandosi meno alla programmazione a lungo termine, abitudine, che generalmente si accompagna a una minore disponibilità economica. Fa eccezione il Natale, momento assai atteso e tra le principali occasioni d’acquisto insieme a compleanni e anniversari importanti, nel 2014 più che mai. Aumentano le vendite dei prodotti di pregio e la pubblicità su stampa tradizionale gioca un ruolo importante.

GfK - Assorologi - 2015 PER CARTELLA STAMPA-15

Fatto ormai noto agli addetti ai lavori, quest’anno si segnala una preferenza per gli orologi da uomo rispetto all’anno passato. Parliamo del 44% sul totale rispetto al 40,2% del 2013 con però un calo in valore di quasi il 15%, mentre gli orologi da donna pesano per il 44,3% in quantità e il 45,4 in valore (nel 2013, rispettivamente, il 47% e il 32%): si può trattare di un fisiologico fenomeno di alternanza dettato da comprensibili comportamenti d’acquisto legati all’occasione regalo.

Al di là delle classiche preferenze per questo o quell’altro materiale che non riservano grandi sorprese – salgono i materiali plastici, gomma e silicone (+23,4%) mentre resistono con onore le casse in acciaio (68%) – la vera novità arriva dal mondo tecno-digitale. Complice il recente lancio del primo modello del genere prodotto dalla ‘mela’, ci si attende che a breve il colosso di Cupertino sappia dare maggior impatto commerciale a una nuova tipologia di prodotto che si sta collocando ai primi posti nelle liste dei desideri di giovani e meno giovani, ma che ancora difetta di una precisa collocazione nella percezione dei consumatori, ovvero i cosiddetti smartwatch. Sorprendenti, su questo particolare tema, le risposte degli intervistati: ben 2 milioni di italiani ritengono di possederne uno, numero destinato a salire del 50% nel corso del 2015. Ma che cos’è uno smartwatch? In effetti pochi ancora lo sanno dire con precisione. Forse gli sportivi, forse chi non ha tempo di tirare fuori il telefonino dalla tasca mentre va in bici e preferisce controllare le notifiche delle e-mail su un oggetto collocato sul polso, forse chi ha già scelto tra modelli ‘connessi’ o meno. Ma insomma, una cosa pare certa: di qualunque cosa si tratti, ci si aspetta di poterlo trovare in gioielleria o nelle orologerie tradizionali. Che sia una buona notizia?

Steven Tranquilli
Steven Tranquilli

L’incontro di presentazione è stato anche occasione per accennare a una questione di particolare attualità per il mondo del dettaglio orafo-orologiero, ovvero quello della tracciabilità e del limite all’utilizzo dei contanti, tema su cui le associazioni di categoria si stanno muovendo con iniziative concrete nei confronti del Governo, come hanno sottolineato Mario Peserico, presidente di Assorologi e Steven Tranquilli, direttore di Federpreziosi.

“Siamo certamente soddisfatti di questi dati che presentano una positiva inversione di tendenza rispetto alla faticosa stabilità degli anni passati.” afferma Mario Peserico “Il mercato italiano dell’orologeria resta un mercato importante, vivace e attrattivo nei confronti del consumatore.

Mario Peserico
Mario Peserico

Le nostre aziende faranno di tutto per confermare e migliorare queste performances, così come hanno dimostrato in occasione della recente improvvisa impennata del cambio con il Franco Svizzero che ha determinato spaventosi aumenti dei costi, solo parzialmente riversati sui listini prezzi e per lo più assorbiti con ingenti sforzi. I prodotti di orologeria dimostrano inoltre di poter competere con altri settori, per quanto questi possano essere aggressivi dal punto di vista commerciale e della comunicazione. Siamo passati attraverso una crisi di dimensioni e durata senza precedenti: abbiamo tutte le possibilità per far crescere ulteriormente questo comparto”.

“Credo che la categoria del dettaglio orologiero si sia perfettamente ritrovata in quanto abbiamo sentito oggi” ha commentato il presidente dell’Associazione Orafa Lombarda, Andrea Sangalli:

Andrea Sangalli
Andrea Sangalli

“Segnali positivi per le vendite si sono verificati, proprio a partire dal mese di Settembre 2014 con lievi ma costanti incrementi nel corso dei mesi successivi e mi auguro che questi numeri possano trasformarsi in un trend.” E la tecnologia? È una minaccia? “Come dimostra l’indagine, la confusione nei consumatori è ancora tanta, i player sono pochi per il momento anche se destinati a moltiplicarsi rapidamente. Senz’altro il fenomeno degli smartwatch va seguito e compreso con attenzione, ma non ritengo che al momento si possa parlare di concorrenza.”


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