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Approvata Legge di Stabilità, dal 1° gennaio soglia contanti a 3mila euro

Innalzato il limite per rilanciare i consumi. Aquilino (Federpreziosi): “Siamo soddisfatti. Ora il governo dia attuazione alle nuove commissioni Ue per i pagamenti con bancomat”

contanti

Arriva anche il sì del Senato: la legge di stabilità ha il via libera definitivo. La manovra arriva a 35 miliardi di euro con un deficit che l’anno prossimo salirà al 2,4% (dal 2,2%). Tra le misure contenute, in vigore dal prossimo 1° gennaio, l’atteso innalzamento del limite contanti a 3mila euro (dai precedenti 1000 fissati dal decreto Salva Italia varato nel 2011 dal governo Monti): il tetto per l’uso del contante aumenta, dunque, fatta eccezione per i money transfer e per i pagamenti con strumenti telematici di prestazioni erogate dalla pubblica amministrazione, come le pensioni, per i quali la soglia resta ferma a mille euro.

Lunga e tortuosa la strada che ha portato alla rivisitazione della misura, presa quattro anni fa nell’ottica della lotta all’evasione e al riciclaggio. L’effetto sui consumi, però, a sentire gli operatori, si è sentito. Fin dall’inizio, Federpreziosi Confcommercio ha intrapreso una battaglia per mitigare la rigidità della misura con un innalzamento della soglia, coinvolgendo anche gli altri soggetti istituzionali delle categorie interessate dalle conseguenze del provvedimento.

Giuseppe Aquilino Federpreziosi Confcommercio“Sono moderatamente soddisfatto – dice il presidente Giuseppe Aquilino (in foto a sinistra) – finalmente la battaglia è stata vinta. Dico moderatamente perché ora bisogna continuare nel segno della tracciabilità: non è possibile che assegni e bonifici non siano equiparati alle carte di credito. Inoltre, dal momento che si spinge sui pagamenti con moneta elettronica, il governo dovrà far applicare e rispettare dalle banche i nuovi limiti alle commissioni sui pagamenti elettronici che l’Ue ha approvato pochi giorni fa“.

“Dal 1° gennaio 2016 finalmente, è proprio il caso di dirlo, verrà meno un limite che ha visto Federpreziosi – con tutte le sue componenti territoriali, dalla Lombardia, al Trentino, alla Liguria alla Sicilia – in prima linea per rivedere un provvedimento adottato in un Paese come il nostro dove la moneta elettronica è ancora poco utilizzata – prosegue Aquilino – senza che, per contro, il tetto ai contanti abbia contribuito alla sua diffusione. Sono convinto che nell’attuale situazione della nostra economia, il nuovo limite – sicuramente in linea con molti Paesi comunitari, ma molto al di sotto dei 10.000 euro previsti dalla direttiva comunitaria – possa contribuire al rilancio dei consumi. Dall’altro canto, la riduzione dei costi delle intermediazioni bancarie prevista dal regolamento europeo in vigore dal 9 Dicembre, che prevede tetti massimi alle commissioni, può sicuramente incentivare i pagamenti elettronici. Ma, affinché ciò si concretizzi, dobbiamo attendere il decreto attuativo da parte del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, sentita la Banca d’Italia, perché vi sia la corretta ed integrale applicazione del Regolamento UE”.

Proposte di legge, incontri al ministero, convegni di approfondimento, confronto serrato con il governo e con le altre associazioni di categoria, studi per verificare l’impatto della misura sui consumi in un settore, come quello dei gioielli, dove è frequente che la spesa superi i mille euro: la strada percorsa da Federpreziosi, che oggi segna una vittoria, è stata costellata da un lavoro fittissimo e costante sul tema. Secondo una delle indagini commissionate dalla Federazione lo scorso anno, un innalzamento a 3.000 euro, come in Francia, potrebbe portare gioiellerie e orologerie a un aumento medio dei ricavi pari al 16%.

Un anno fa, si parlò addirittura di un ulteriore abbassamento, sotto la soglia dei mille euro: la proposta arrivò dal ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni parlando della Legge di Stabilità 2015. Il primo vero passo contrario, quindi verso l’aumento, era arrivato a febbraio, quando il premier Matteo Renzi aveva aperto uno spiraglio parlando dell’innalzamento a 3mila euro.

“Mi preme inoltre sottolineare – dice oggi Aquilino – quanto più volte contestato alle Istituzioni. E cioè come in questi anni vi sia stata bassa correlazione tra la limitazione alla circolazione del contante e il rapporto tra la base imponibile IVA non dichiarata e l’evasione fiscale, mentre la limitazione del contante è sicuramente stata una tra le determinanti della riduzione della clientela soprattutto italiana, come ha recentemente affermato una ricerca da noi commissionata alla Format Research. Basti pensare che oltre il 40% della nostra clientela utilizza per i propri acquisti in gioielleria la cartamoneta. Ora che un grande passo avanti è stato fatto non ci rimane, come Federpreziosi, che sollecitare il Governo affinché riveda l’obbligo di registrare e comunicare i dati degli acquirenti che spendono più di 3.600 euro introducendo un sistema di fatturazione elettronica che renda questo obbligo meno gravoso per le nostre imprese”.


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