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Apprendistato: sgravio contributivo totale per le microimprese

Finalmente partono gli sgravi contributivi per le imprese con non più di 9 dipendenti che stipulano contratti di apprendistato tra il 1° gennaio 2012 e il 31 dicembre 2016.
Tali sgravi furono previsti dall’articolo 22 della Legge di stabilità 2012 (L. n. 183/2011), al fine di accrescere ulteriormente la convenienza del contratto di apprendistato.
Il 2 novembre l’INPS ha emanato la circolare n. 128 con la quale definisce le modalità operative per fruire degli sgravi.
Non tutti i datori di lavoro potranno usufruire di questo beneficio, ma solo quelli che occupano un numero di addetti pari o inferiore a nove.
Questi ultimi potranno beneficiare dello sgravio totale dei contributi a loro carico per i periodi contributivi maturati nei primi tre anni di contratto; per quelli successivi al terzo, resta confermata l’aliquota del 10%, fino alla scadenza del contratto di apprendistato.

Vi è un’altra limitazione: gli sgravi rientrano nella disciplina del de minimis”, in base alla quale una singola impresa non può ricevere più di 200.000 euro di aiuti pubblici in tre esercizi finanziari. Occorre dunque verificare se l’azienda che richiede il beneficio non abbia ricevuto di recente incentivi pubblici di altro tipo, come quelli per la formazione del personale oppure contributi per l’ammodernamento o l’ampliamento dell’azienda. Di questi tempi, tuttavia, è piuttosto improbabile che un’azienda possa aver assommato contributi di quest’entità, visto il prosciugarsi generalizzato dei fondi destinati agli incentivi alle imprese.

In ogni caso, per fruire dello sgravio le aziende dovranno inoltrare all’INPS per via telematica una dichiarazione nella quale attesteranno di non aver superato il limite di 200.000 euro di aiuti di Stato ricevuti nell’ultimo triennio. La trasmissione di tale dichiarazione è indispensabile per poter iniziare ad usufruire dello sgravio, attraverso il flusso “Uniemens”.
Quindi, per godere dello sgravio, non occorre presentare una specifica domanda; è necessario solo l’invio della predetta dichiarazione “de minimis” sugli eventuali aiuti di Stato ricevuti
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Lo sgravio vale dal 1 gennaio 2012, e quindi anche per gli apprendisti assunti fino ad oggi. I datori di lavoro potranno recuperare i contributi versati che si trasformeranno in crediti contributivi, non appena invieranno la dichiarazione “de minimis”.
Per quanto riguarda il calcolo dei dipendenti (il cui numero, per aver diritto allo sgravio, non deve superare i 9 addetti) non vanno conteggiati gli apprendisti già in forza all’azienda.
Non si perde il diritto allo sgravio se, nel corso dello svolgimento dei singoli rapporti di apprendistato, si verifichi il superamento del previsto limite delle nove unità.
Con l’attivazione di questi sgravi, l’apprendistato si conferma come la forma contrattuale per molti aspetti più conveniente per inserire un giovane in azienda, sia in ragione del carico contributivo ridotto che per il livello reddituale inferiore che, a seconda dei contratti nazionali di lavoro, viene riconosciuto all’apprendista, a parità di mansioni contrattuali con gli altri lavoratori,  per compensare l’impegno ed i costi relativi alla sua formazione.
Ricordiamo inoltre che la recente Legge Fornero di riforma del mercato del lavoro ha modificato, spesso in senso più favorevole alle imprese, alcuni aspetti della disciplina dell’apprendistato, tra cui il rapporto tra lavoratori qualificati ed apprendisti, nella seguente misura che sarà valida dal 1 gennaio 2013:

Datori di lavoro che occupano da 10 dipendenti in poi 3 apprendisti ogni 2 lavoratori qualificati (ad es., azienda con 10 dipendenti potrà assumere 15 apprendisti). Concorrono al numero massimo di apprendisti anche quelli in somministrazione
Datore di lavoro che occupa da 3 a 9 dipendenti un apprendista per ogni lavoratore qualificato
Datori di lavoro che occupano da 0 fino a 2 dipendenti Massimo 3 apprendisti

Attenzione: per gli artigiani restano validi i rapporti più favorevoli stabiliti dalla legge 443/85, art. 4

Inoltre, i contratti di apprendistato per figure professionali caratterizzanti la figura dell’artigiano in qualsiasi settore d’impresa, anche diverso da quello artigiano (ad es. un addetto alle riparazioni in un negozio di gioielleria) potranno durare sino a 5 anni. Questa è una innovazione fortemente voluta da Confcommercio poiché riconosce anche alle imprese commerciali la necessità di un periodo formativo più lungo per determinate figure professionali.

Per quanto riguarda la possibilità di attivare nuovi contratti di apprendistato per le aziende che avevano già in organico degli apprendisti, la legge prevede delle percentuali minime di riconferma, valide però solo per le aziende con 10 o più dipendenti: queste potranno assumere nuovi apprendisti solo se confermeranno almeno il 50% dei contratti di apprendistato scaduti nei 36 mesi precedenti la nuova assunzione, esclusi i contratti cessati per recesso durante il periodo di prova, per dimissioni ovvero per licenziamento per giusta causa.

Per i primi 36 mesi dall’entrata in vigore della riforma, la percentuale di conferma sarà del 30%.  Gli apprendisti assunti in violazione dei limiti percentuali saranno considerati lavoratori subordinati a tempo indeterminato. In caso di mancato rispetto della percentuale, il datore di lavoro potrà assumere un solo apprendista in più rispetto a quelli già confermati.

Ricordiamo che il CCNL Terziario prevede una percentuale di riconferma dell’80% ai fini delle nuove assunzioni di apprendisti; tale norma meno favorevole ai datori di lavoro resta in vigore fino alla scadenza del CCNL.


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