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Apertura gioiellerie, dubbi e incertezze degli operatori

Norme non chiare rendono complessa la ripartenza. Pino Aquilino, Fedepreziosi: «il danno è enorme e quello che mi preoccupa di più è che non so quanti alzeranno la saracinesca»



Delusi e ancora dubbiosi sulle modalità, ma anche indaffarati ad organizzare la riapertura e speranzosi riguardo al futuro
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Il premier Conte nel suo ultimo messaggio è stato chiaro: per rialzare le serrande i gioiellieri italiani dovranno aspettare il 18 maggio, una settimana più tardi rispetto a quanto molti si aspettavano. Intanto ci sono da predisporre le misure di sicurezza, anche se su questo punto l’incertezza regna sovrana e il timore è che le indicazioni arrivino con esiguo anticipo. Ne abbiamo parlato con negozianti e rappresentanti del settore.

«Prima mettono in moto il sistema meglio è, perché il danno è enorme quello che mi preoccupa di più è che non so quanti alzeranno la saracinesca quando potremo riaprire»

«Il momento è tragico – sottolinea Giuseppe Aquilino, presidente di Federpreziosi – Noi speravamo di riaprire l’11, ma l’importante comunque è che facciano circolare le persone, pur con tutte le misure del caso, contando anche che i nostri non sono negozi di grande affluenza. Se non c’è pubblico non ha nemmeno senso aprire. Vedo i negozi di abbigliamento per bambini che sono vuoti. Prima mettono in moto il sistema meglio è, perché il danno è enorme e quello che mi preoccupa di più è che non so quanti alzeranno la saracinesca quando potremo riaprire. La parola d’ordine oggi è “promesse”, ma c’è chi ha chiesto il prestito di 25.000 euro e ancora lo deve vedere, i 600 euro ad alcuni sono arrivati, ad altri no. La gente ha problemi a fare la spesa».

«Siamo in attesa di capire come organizzarci in questo momento di incertezza in cui si naviga a vista e non sappiamo come le persone ne usciranno, se avranno voglia di entrare nei negozi o se magari preferiranno acquistare online»

Non ne fa una questione di tempistiche, ma di consapevolezza riguardo alle problematiche sul tavolo Danilo Gianformaggio, della gioielleria Pino Gianformaggio di Trapani.
«Il tema della riapertura – afferma – pone più condizioni, a partire dalla sicurezza, perché finché non troveranno o la cura o il vaccino dovremo convivere col Covid. Come commercianti avremo dei regolamenti, ma chi ci dà la certezza che il cliente sia immune? È anche una questione di responsabilità verso i dipendenti. L’altro tema è commerciale: sappiamo bene che l’anno si concluderà con un calo sostanziale delle vendite. Questo bilancio come ci mostrerà l’anno prossimo agli occhi del sistema bancario? Dobbiamo sapere che sarà una partita in salita andare verso una nuova normalità».

Il cambiamento potrebbe essere anche relativo alle abitudini di acquisto.
«Siamo in attesa di capire come organizzarci in questo momento di incertezza in cui si naviga a vista e non sappiamo come le persone ne usciranno, se avranno voglia di entrare nei negozi o se magari preferiranno acquistare online, campo nel quale siamo quasi pronti. Resto positivo, ma bisognerà vedere quanto ci vorrà per arrivare a una graduale normalità: questa è una guerra senza le bombe».

«Ad oggi non sappiamo ancora le modalità, perché non ci sono indicazioni specifiche per il settore. Ad esempio: noi per motivi di sicurezza e assicurazione dobbiamo vedere in faccia il cliente e le mascherine sono un problema»

Dispiaciuto e in attesa di chiarezza anche Antonio Cicala, della gioielleria Cicala di Genova. «Credo che si sarebbe potuto riaprire prima con tutte le accortezze del caso – afferma – Noi abbiamo avuto un e-commerce che è rimasto attivo e ha ricevuto ordini, anche se diversi inevasi o persi, perché le aziende sono chiuse, ma il negozio tradizionale serve sempre. Oltretutto le attività come la nostra, non all’interno dei centri commerciali, gestiscono il cliente in maniera personale, non ha grande afflusso, quindi è una tipologia che poteva aprire per prima. Ad oggi, però, non sappiamo ancora le modalità, perché non ci sono indicazioni specifiche per il settore. Ad esempio: noi per motivi di sicurezza e assicurazione dobbiamo vedere in faccia il cliente e le mascherine sono un problema. Sembra tutto un po’ improvvisato, ho ancora dubbi cosa dovremo fare e non si può aspettare all’ultimo, perché le cose vanno organizzate».

«Il nostro settore sarà influenzato dallo stato d’animo della riapertura. Gioielli, vestiti e borse li indossi per uscire, serve un cambiamento nel clima generale che faccia sì che la gente ritrovi la voglia di spendere per cose ornamentali»

Linea simile per Marcello Angeletti, di Angeletti Gioielli di Roma.
«Ci aspettavamo di riaprire l’11 maggio e le aziende sarebbero state pronte, con tutti gli interventi di disinfezione e le attrezzature necessarie. Adesso aspettiamo di sapere precisamente come procedere. Si parla di mascherine e termoscanner, ma le informazioni non sono chiare. Il nostro settore comunque sarà influenzato dallo stato d’animo della riapertura. Gioielli, vestiti e borse li indossi per uscire, serve un cambiamento nel clima generale che faccia sì che la gente ritrovi la voglia di spendere per cose ornamentali, nell’ambito di una vita sociale che si spera sia ripristinata nel minor tempo possibile». Anche perché non si potrà contare sul turismo.
«Oltre il 50% del nostro fatturato è generato dai turisti soprattutto stranieri, che quest’anno non ci saranno, ma la situazione è imprevedibile».

«Al momento sto valutando di creare un vademecum su come gestire la riapertura, ma siamo in attesa di avere notizie certe, per non rischiare di dare indicazioni che poi vengano smentite»

Proprio sul piano dell’informazione si sta muovendo Andrea Sangalli, presidente dell’Associazione orafa lombarda. «Anche se la data del 18 maggio era nell’aria, ci aspettavamo di aprire prima e i miei iscritti sono furiosi. Al momento sto valutando di creare un vademecum su come gestire la riapertura, ma siamo in attesa di avere notizie certe, per non rischiare di dare indicazioni che poi vengano smentite. Personalmente ho ordinato il plexiglass da montare in negozio, anche perché in gioielleria le mascherine sono un problema per la sicurezza, e forniremo guanti o disinfettante, oltre a pulire spesso maniglie e campanello. Temo purtroppo che le indicazioni specifiche arriveranno il 16 maggio. Si vive un po’ alla giornata».

La sua, poi, è l’area più critica per quanto riguarda il Covid.
«Siamo stati i più colpiti e ho chiesto a una collega coinvolta personalmente una testimonianza da mostrare a chi scalpita per ripartire… anche perché, comunque, dubito che il 18 maggio avremo la fila e di questo dobbiamo essere consapevoli. Noi abbiamo rifatto il sito internet e farò comunicazione per rassicurare i clienti e anche offrire la possibilità di consegnare tramite corriere».

«Abbiamo delle scadenze, pagamenti dei fornitori, tasse che speriamo vengano rimandate, non sono arrivati né la cassa integrazione, né gli aiuti a fondo perduto che avevamo chiesto e in più ci hanno posticipato l’apertura dei negozi»

Forte apprensione in Campania, come racconta Carla della Corte, di Napoli. «Ci aspettavamo di riaprire il 4 o l’11 maggio e c’è grande malcontento. Anche i colleghi sono molto preoccupati, perché abbiamo delle scadenze, pagamenti dei fornitori, tasse che speriamo vengano rimandate, non sono arrivati né la cassa integrazione, né gli aiuti a fondo perduto che avevamo chiesto e in più ci hanno posticipato l’apertura dei negozi. Senza contare che non si hanno le idee chiare sulle linee guida per la riapertura, perché il decreto ministeriale dice una cosa e le ordinanze del nostro Governatore altro. Abbiamo ascoltato De Luca quando diceva di stare a casa, ora dovrebbe farlo lui e aiutarci, perché non possiamo fallire. Potrebbe seguire il suo collega del Veneto, Zaia. Abbiamo bisogno di certezze, perché adesso ci sentiamo allo sbaraglio».

 


10 commenti

  1. Teresa reale says:

    Ma la cosa più grave è che le banche non ricevono la domanda della liquidità solo se hai avuto un problema di ritardato pagamento.
    È una follia poi se hai una età di 80 anni non ne parliamo x niente. Puoi fallire ! Speriamo che cambi qualcosa.


  2. Massimo Esaltato says:

    🔴 RIAPRIRE PER RIPARTIRE?
    Il Premier Conte , ci ha comunicato ed ha descritto la cosiddetta fase 2 emergenza covid 19. Se tutto va bene il 18 maggio (dopo 3 mesi) potrà’ riaprire il commercio di articoli da regalo, gioiellerie /orologeria ecc… Noi ci chiediamo, dopo il bonus di marzo (percepito ad aprile ) e basta! (ancora stiamo aspettando l’elemosina bonus di aprile e maggio e la cassa integrazione ai dipendenti ), per non parlare dei finanziamenti con garanzia del SACE , cioè prestiti bancari( con tutta la burocrazia degli istituti) , come sappiamo tutti. Quindi , ci sarà una circolare dove spiegherà le linee guida e gli strumenti da utilizzare per la protezione (oltre la sanificazione dei locali) a tutela nostra e della clientela ? Oltre al credito d’imposta per il costo sostenuto è stato previsto qualche altro strumento di agevolazione ?
    esempio:
    1) è obbligatorio installare il divisore in plexiglas sul banco vendita e cassa?
    2) dobbiamo fornirci di guanti , mascherine per la clientela? (ci sono difficoltà di approvvigionamento)
    3) dobbiamo usare anche il rilevatore di temperatura? come si sta utilizzando e si utilizzerà nei grandi magazzini,centri commerciali ecc..
    Ecco! ci chiediamo cosa,come e quando! Dobbiamo ancora sopportare altri costi? Dopo 2 mesi , anzi 3,senza lavoro e fatturato 0?
    E poi nessun’altra parola sulla questione lotta contro il Coronavirus .Si stanno facendo passi avanti per un nuovo farmaco? si sta testando un vaccino? niente di niente. Noi pensiamo che il Premier del Governo ci debba aggiornare e informarci anche su questo.
    Ci pare legittimo sapere ed avere certezze!
    Massimo Esaltato
    Amministratore ESALTATO GIOIELLI di Cosenza


  3. VALENTINA BORIS says:

    Anch’io penso che sarebbe stato meglio riaprire il 4 anche perché sicuramente non saranno i negozi più affollati Visto che ormai la gente è veramente al limite non ha più soldi neanche per mangiare e in più siamo sempre pieni di tasse da pagare


  4. Giovanni says:

    Ormai il 2020 è segnato, a parte il turismo tutti gli eventi, cresime comunioni matrimoni compleanni ecc… Sono saltati, e per noi sono fatturato, le scadenze dei fornitori perché eravamo già pronti con la primavera ci sono, e si pagano è aiuti non ne arrinano, sarà dura. E ancora il bello deve venire, affitti luce tasse Tel, commercialista imu tari ecc.. Come si farà.


    • Tiziana says:

      Nessuno ha pensato che alla ns categoria sono state tolte tutte le occasioni di vendita. Comunioni cresime matrimoni battesimi…anche un 18esimo compleanno non si potrà festeggiare. L’ultima nostra occasione era la Festa della Mamma che aprendo il 18 e’ praticamente saltata. Apriremo per dare assistenza agli articoli venduti precedentemente e per la sostituzione delle batterie agli orologi…..


  5. Marco Meola says:

    Il settore è già in forte sofferenza nonostante si era constatato un leggero miglioramento il primo semestre. Molti PDV non sono ben attrezzati con l’online cosa che aimè dovrebbero inconinciare a fare almeno per questa prima fase. Proporre i gioielli al negozio, con vendita al banco e tutti i brand di bijoux online,in modo tale da non creare affluenza “inutile” all’interno del negozio.

    Molti non riusciranno ad andare avanti e quelli che rimaranno aperti non significa per forza che siano sani,anzi.

    C’e’ troppa negatività in giro e mi auguro che il privato sia ancora interessato al gioiello anche se dato il prezzo,rimane comunque e sempre un bene di rifugio.

    Se non ripartirnno i voli,il turismo,la ristorazione e quindi tutte le attività che muoveranno il turismo,(per non parlare di matrimoni battesimi ecc.ecc.) la vedo dura che potrà muoversi qualcosa prima di Settembre.
    In fede
    Marco Meola


    • Dionisio says:

      Dobbiamo oltretutto considerare il forte aumento dell oro che sicuramente inciderà negativamente alla compravendita. C’è molta preoccupazione ,e tutti questi fattori anche quelli menzionati dai colleghi contribuiranno ad una prova molto dura


  6. Alfredo De Pompeis says:

    Ma quando si riaprirà sarà complicato entrare nei negozi, bisogna aspettare il proprio turno ma chiaramente il cliente avrà la priorità, però vedremo di tenere aperti i negozio ad agosto e a settembre l’avvento delle cerimonie ci porterà dritti fino a Natale, andrà bene solo per chi riuscirà a resistere.


  7. Davide Bottone says:

    In un settore già in crisi da tempo mi chiedo cosa resterà i tasca al pubblico per spendere in beni voluttuari. Tenendo conto che le cerimonie come matrimoni,comunioni, cresime sono state cancellate c’è poco da essere allegri.


  8. giorgio says:

    UNA MASSA DI INCOMPETENTI E DEFICIENTI!! SI VIAGGIA IN AUTOBUS , IN TRENO , NEI MERCTI ORTOFRUTTICLI E DEL PESCE E UNA BARAOND E UN ATTIVITA CHE DI PER SE HA PIU CONTROLLO SULL CLINTELA DI QULSIASI ALTRA ATTIVITA COMMERCIALE RESTA CHIUSA E NEI GIORNI DELLA FEST DELLA MAMMA. SIETE DEGLI EMERITI DEFICIENTI ANCHE VOI DI CATEGORIA CHE NON MINACIATE UNA PRESA DI POSIZIONE POLITICA.POLITICA


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