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Angry Gioielli un Made in Italy che non cede alle lusinghe della delocalizzazione

Fabio Angri

Oltre trent’anni dedicati alle idee, al design e alla perfezione: nella storia di Angry Gioielli, azienda valenzana fondata nel 1977, si incontrano preziosità e tecnologia, tradizione e ricerca. Una storia che può essere raccontata da chi l’ha vissuta e da chi quotidianamente continua ad alimentarla. Oggi è Fabio Angri a gestire l’azienda insieme a suo padre, che l’ha fondata 36 anni fa.
“La Angry Jewellery Innovation nasce con mio padre, che nel 1977 apre un laboratorio che si è contraddistinto qui a Valenza per la maestria dei suoi artigiani – racconta -. Alcuni anni fa, in accordo con lui e su consiglio dei nostri consulenti, si è deciso di considerare la mia creatività, il mio essere designer, un nuovo asset all’interno dell’azienda di famiglia ed ora siamo una realtà presente, con le nostre creazioni, nelle località più esclusive del mondo: molti nostri gioielli sono stati inseriti in alcune collezioni private di prestigiosi clienti, è un grande orgoglio”.

Qual è la sua storia aziendale?
“Ho un carattere passionale, che ha segnato indubbiamente tutta la mia vita. Ho poche ma profonde passioni: il disegno e la velocità. Ho frequentato l’Istituto d’arte B. Cellini dove ho lavorato sulla tecnica del disegno, mi sono appassionato alle forme e ho trovato nel gioiello l’ambito in cui plasmare la materia sulle mie idee e quindi trasformare sogni in oggetti. Da qui nasce, sostenuta dalla famiglia, la mia massima libertà di progettare gioielli ricercando sempre di più il rispetto per ciò che sento e ciò che voglio esprimere. La stessa libertà che sento in pista, quando cerco il mio limite sulla moto, l’altra grande passione della mia vita”.

Qual è la sua definizione di gioiello?
“Un gioiello per me è un opera d’arte con un valore indubbiamente intrinseco, ma essendo un’opera d’arte è anche espressione di universalità, non può essere solo oggetto ma anche la creazione di una magia suggestiva che non conosce confini, poiché il suo regno è bellezza, è natura. Un giorno, uno dei nostri clienti più prestigiosi, su un catalogo di gioielli “animalier” da Noi creati ha scritto: “La natura è cosi perfetta che l’abbiamo semplicemente riprodotta”. Quel giorno ho capito che avevo trovato la mia strada, la mia essenza”.

“Innovazione e ricerca”: questo, secondo Fabio Angri, il ruolo della tecnologia nella progettazione e nella realizzazione di un gioiello. “La tecnologia rappresenta il futuro – spiega a Preziosa magazine -. Da tempo abbiamo inserito in azienda microscopi per avere la massima resa di pulizia sull’incastonatura, mentre per il design rimane un semplice disegno che parte da una intuizione e viene sviluppato come un pittore sviluppa un quadro. Ciò avviene soprattutto quando si tratta di creare linee come le nature e gli animalier dove c’è bisogno di creare un gioiello con forme morbide e naturali. Il disegno è tradizione, la tecnologia è innovazione; questi sono i principi cardine su cui sviluppiamo giorno dopo giorno la nostra azienda”.

 

C’è un gioiello al quale è particolarmente legato?
“Ricordo ancora con emozione il primo animale che ho creato, era un dicembre di alcuni anni fa e ho sognato una tigre maestosa ed al tempo stesso aggressiva e sinuosa nel suo incedere felino. Il mattino seguente ho disegnato e poi iniziato a modellare questa idea ed è venuto fuori un anello che ci ha portato poi a creare un’intera linea che oggi conta più di 280 animali. È come se tutto fosse iniziato da lì, un piccolo sogno o una splendida ossessione, che, da allora, ogni giorno, viene indossato da una donna speciale, in una città qualunque nel Mondo. Per me un mio gioiello indossato è un sogno che si realizza”.
Il mercato italiano è fermo, molte aziende si spostano all’estero per ridurre i costi della produzione, altre vengono acquistate da colossi stranieri del lusso. Soluzioni che, secondo Fabio Angri, non sono da considerare per la sua azienda. “L’Italia è il mio paese, la mia origine, ma soprattutto Italia è sempre stata sinonimo di alta gioielleria – ci racconta -. Mi fa soffrire vedere una terra così ricca di talento e di tradizione attraversare questo momento tanto difficile sia per chi fa impresa, sia per chi tutti i giorni deve anche solo affrontare il quotidiano. Ma nonostante questo non facile periodo storico non vedo la mia azienda al di fuori dell’Italia. Chiunque in questi anni ha ceduto alle lusinghe della delocalizzazione della produzione ha indubbiamente avuto dei benefici iniziali ma oggi paga quelle scelte a caro prezzo. Insieme a mio padre conduco una azienda manifatturiera di alta gioielleria, con 18 collaboratori di elevata professionalità. Produciamo interamente i gioielli qui a Valenza nella nostra struttura  – precisa Angri – in ogni fase di lavorazione poiché il mondo del lusso a cui ambiamo guarda più al prodotto che al profitto e pertanto non contempla alcuna forma di delocalizzazione, esaltando al contrario tradizione e territorio. In questi anni di forte crisi della domanda interna la nostra scelta di alta qualità e di innovazione ci ha permesso di continuare a crescere nonostante la congiuntura economica”.

Un ottimo motivo per non fare a meno di un gioiello Angry.
“Chiunque abbia un sogno o un sentimento nel cuore, con un gioiello Angry lo potrà anche indossare”.

www.angry.it


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