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Amido di mais per recuperare l’oro dai materiali di scarto

 

Sono passati quasi due secoli da quando prese il via la corsa all’oro che invase California, Canada e Alaska di gente in cerca di fortuna. Nel tempo gli anacronistici setacci sono stati soppiantati da tecniche sempre più nuove e sofisticate, non sempre però rispettose dell’ambiente. Infatti, i processi in uso oggi adoperano sali di cianuro altamente tossici e inquinanti, ma forse la svolta arriva dal procedimento messo in atto da un gruppo di ricerca americano coordinato da Fraser Stoddart, della Northwestern University, che ha dichiarato: “L’eliminazione del cianuro per estrarre l’oro dai materiali di scarto è della massima importanza per l’ambiente e abbiamo sostituito questo reagente con un materiale a basso costo e biologicamente compatibile.”

La sostanza di cui si parla è l’amido di mais ma il suo utilizzo è stato scoperto per caso, come ha riportato la rivista Nature Communications, infatti, si studiava per capire come immagazzinare gas e piccole molecole e invece si è ottenuto cristalli aghiformi miscelando due soluzioni composte da un sale e da uno zucchero, l’amido di mais, appunto.

Tra i ricercatori c’è anche un italiano, il chimico Marco Frasconi, che ha spiegato “il metodo riesce a isolare l’oro da altri materiali in maniera selettiva anche quando è miscelato con altri componenti preziosi, come il platino e il palladio.”

È un esperimento di chimica di base che ancora non ha applicazioni, ha tenuto a precisare lo stesso Frasconi, ma il futuro appare sempre più verde.


1 commento

  1. Complimenti per la notizia sarebbe però utile avere più dettagliate notizie in merito ed inoltre avere anche dettagliatamente il processo chimivco specifico e il metodo estrattivo.
    Grazie e distinti saluti.


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