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Ambra. Ad Amberif una trasparenza dorata fatta di storia, design e cultura

 

Una leggenda lituana racconta che i piccoli pezzi di ambra fossero le lacrime di Jurate, una graziosa sirena pietrificata dal suo promesso sposo per essersi innamorata di un pescatore. Ma già Plinio il vecchio affermava che: “Si forma, l’ambra, dal midollo che fuoriesce da un tipo di pino…”. Infatti, è la resina fossile di conifere, cristallizzata da almeno 40milioni di anni quando, cioè, il nord Europa era ricoperto da folti boschi sprofondati, poi, nelle oscurità degli oceani e nelle viscere della terra a seguito di devastanti cataclismi. Risorta dal mare dopo migliaia e migliaia di secoli si è depositata successivamente sulla costa baltica, dichiarata oggi area protetta al fine di evitare il saccheggio e il deturpamento da parte di individui senza scrupolo.

 

 

A raccoglierla, tra dune di sabbia e neve, spetta ora ai “pescatori di ambra”, professionisti in possesso di regolare licenza che in un solo giorno possono ricavare una quantità del valore di diverse centinaia di euro. Le imitazioni evidentemente sono infinite e in tutto il mondo per cui l’IAA (International Amber Association) ha dovuto istituire un minuzioso sistema di regolamentazione e certificazione. Ma esistono anche metodi più empirici come strofinare un pezzetto di ambra su un panno di lana o bruciarla; nel primo caso attirerà pezzetti di carta o piccoli trucioli per la sua proprietà elettrostatica, nel secondo, invece, emanerà profumo d’incenso.

 

 

Quella dell’ambra è una storia infinita che parte dalla lontana Danzica, paesaggio innevato puntellato delle sue dorate trasparenze; patrimonio storico e culturale che specchia nel Motlawa gli spettacolari edifici e i monumenti impreziositi nei secoli dai contributi di artisti e architetti; cittadina popolata da gente cordiale ed ospitale; tesoro fatto di antichità, cultura e natura. Gdańsk, un incanto incorniciato dalle onde del Baltico, tanto unico da chiederne l’inserimento nel Patrimonio dell’Unesco.

Questo scrigno, dove l’ambra diventa gioiello, scultura, amuleto, si è dimostrato ancora una volta l’habitat ideale per esaltare il fascino di questa gemma organica e la diversità delle linee a cui si presta con interessante generosità.

 

 

E se non qui dove Amberif 2013, la storica fiera che si è tenuta dal 20 al 23 marzo, poteva aprire le porte ad un pubblico internazionale, orgogliosa di saper assecondare la voglia di novità con un ventaglio di proposte pressoché infinite ed un calendario ricco di appuntamenti, dentro e fuori le mura del modernissimo Amberexpo. Qui, infatti, produttori dall’ingegno aguzzo hanno detto la loro raccontando ed illustrando quella magia di mani capaci di trasformare questa resina secolare in qualcosa di irripetibile. E così i 12.000 mq espositivi del nuovo Centro Convention hanno acceso i riflettori sul design mosso da una libertà espressiva capace di offrire una sempre più vasta gamma di modelli combinati anche a legno, bronzo, oro, argento, cuoio, stoffa e, talvolta, a diamanti. Per l’unicità dell’offerta la domanda dell’ambra è in continua crescita, soprattutto da parte dei mercati cinese e americano, realtà verso cui si stanno indirizzando gli operatori del settore.

L’appuntamento primaverile ha accolto 450 produttori di 14 Paesi e oltre 8000 visitatori provenienti da tutto il mondo, dimostrandosi, come ha dichiarato Ewa Rachon, Direttore del Progetto Amberif, “un’ottima occasione per stabilire rapporti commerciali ed avere una panoramica delle tendenze”.

Nunzia Di Bonito – Federica Longobardi

 

 


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