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Altagamma, nell’Africa subsahariana cresce l’interesse per il lusso

Fari puntati su Sudafrica, Nigeria, Angola, che nel 2020 spenderanno 194 milioni in prodotti italiani, ma anche Tanzania e Kenya

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Cresce la classe medio-alta e cresce, di conseguenza, l’interesse per il lusso. Accade in Sudafrica, Nigeria, Angola, ma anche in Tanzania e Kenya, paesi dell’Africa Subsahariana oggetto dell’ultima indagine presentata a Milano da Altagamma, SACE e ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale). Mercati che presentano le maggiori potenzialità in termini di crescita del mercato dell’alto di gamma, secondo quanto emerge dai consumi di abbigliamento e calzature e dal numero dei milionari presenti nelle principali città (32.000 solo in SudAfrica).

I dati dell’export italiano confermano il ruolo di primo piano di Sudafrica, Nigeria e Angola che da soli valgono più del 50% sul totale delle esportazioni nell’Africa Subsahariana. Se il Sudafrica è protagonista, anche gli altri due Paesi stanno registrando una crescita notevole del PIL procapite, con una variazione tra 2000 e il 2013 del +91% per la Nigeria e del 121% per l’Angola. In questi Paesi le prospettive al 2020 per l’export italiano di beni del cosiddetto “Bello e Ben Fatto” sono positive, con +€107 milioni in Sud Africa, +€59 milioni in Nigeria e +€28 milioni in Angola (complessivamente +194 milioni di euro). 

Altagamma Focus

Tra i punti critici evidenziati dal focus, figurano le infrastrutture distributive e il numero limitato di location per i negozi monomarca, strumento principale di penetrazione dei brand nei mercati emergenti. In questa lacuna si può inserire il canale digitale, potenzialmente molto efficace soprattutto per quanto riguarda il Sud Africa. L’Africa nel suo complesso ha visto negli ultimi 10 anni una crescita del 6% del suo PIL, con punte più alte come nel caso del 9,9% della Nigeria.

“La Cina ha puntato su questo continente già 20 anni fa – ha detto l’Ambasciatore Armando Sanguini, Consigliere Scientifico di ISPI -, iniziando da un modello di scambio “materie prime per infrastrutture” fino ad attuare delle partnership in cui i Paesi africani ambiscono a svolgere un ruolo più attivo nella competizione globale. Sulla scia della Cina si sono quindi mossi molti Paesi tra i quali Brasile, India, Turchia, ma anche Germania, UK, Francia; e naturalmente gli Stati Uniti. In questo contesto è necessario che l’Italia, in ritardo rispetto agli altri, compia un salto di qualità nelle sue relazioni diplomatiche e commerciali, focalizzandosi su alcuni Paesi Target ed elaborando operazioni mirate sulla base di puntuali analisi del mercato”.

armando branchiniL’analisi di Armando Branchini, vicepresidente di Fondazione Altagamma (nella foto a sinistra), si è concentrata sul segmento più alto del mercato: “Parliamo di un’area geografica che vede il 49% della popolazione con un reddito inferiore a 1,25 dollari al giorno e che presenta variabili molto diverse da mercato a mercato – ha spiegato -. Tuttavia alcuni Paesi presentano già profili interessanti per l’alto di gamma, come si evince in particolare dalla dimensione dei consumi di abbigliamento e calzature e dal significativo numero di milionari nelle principali città: da questo punto di vista Sudafrica, Nigeria ed Angola, dove sta crescendo anche il numero di partner commerciali affidabili per le imprese internazionali sono già paragonabili con il Marocco, attualmente il mercato africano numero 1.”

A proposito del Sud Africa, Silvana Bottega, CEO di Southern Africa Luxury Association, di cui fanno parte sia aziende sudafricane che internazionali, ha sottolineato come “Lo stile di vita in Sud Africa è di standard internazionale, sviluppato da una lunga tradizione di alta qualità della vita, e che negli ultimi anni si è nutrito del cosmopolitismo dei cittadini di classe alta. Inotlre, megli ultimi anni sono cresciute le produzioni locali di alta qualità, soprattutto nel settore del vino e dei prodotti alimentare, della gioielleria e più recentemente del design e della moda, accessori e abbigliamento. È un mercato già interessante per le marche internazionali di alta gamma che è certamente destinato a crescere nei prossimi anni”. 


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