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Altagamma, cresce il personal luxury. Gioielleria in cima

Il mercato mondiale 2014 si è chiuso con un valore di 224 miliardi di euro(+3%): per il 2016 prevista la crescita di accessori e profumi

Osservatorio Altagamma2

Alto di gamma in continua ascesa. Malgrado le turbolenze valutarie e contrazione dei consumi in alcune aree chiave del mondo, il comparto continua a crescere: il 2014 si è chiuso con un valore di 224 miliardi di euro (+3%), come fotografato dall’Osservatorio Altagamma 2015. Il segmento più alto del mercato prosegue il trend positivo iniziato nel 2010, dopo l’arresto del 2009. Considerando anche il settore dell’Arte, preso in esame quest’anno per la prima volta, il mercato totale dei beni di lusso ha superato nel 2015 la soglia dei 1.000 miliardi di euro.

A cambi correnti, la crescita dei consumi del comparto Personal Luxury si attesta intorno al 13%, per un valore complessivo di 253 Miliardi di Euro. In termini reali, la crescita dei consumi 2015 sarà pari al 2%. Dal punto di vista geografico, eccezion fatta per la Russia, buone tutte le performance: l’Europa cresce del 5% a tassi costanti, e il Giappone che si conferma campione di crescita (+9%) grazie ad una nuova consumer confidence locale e al turismo cinese. Stabile l’America (0%).

Osservatorio Altagamma

Cala lievemente il mercato Mainland China (-2%), ma quella cinese resta la nazionalità dominante per i consumi del lusso con una quota del 31% del totale mondiale e di cui beneficiano più di tutti Giappone, Corea ed Europa. Il retail continua a guadagnare quote raggiungendo un 34% del totale mercato nel 2015 (+20%). In forte crescita anche i canali online (+40%) e outlet (+35%). La gioielleria (+6%) è la categoria di prodotto in maggiore crescita, considerata un investimento sicuro da parte dei consumatori di tutto il mondo, seguita dalle calzature (+4%). In calo gli orologi (-6%).

Turisti in prima linea nella crescita del comparto: l’Italia vanta nei primi 9 mesi dell’anno un poderoso aumento (+19%) del Tax Free Shopping rispetto allo stesso periodo del 2014, ma le crescite in doppia cifra sono registrate anche dai principali mercati europei, ad eccezione della Gran Bretagna, che sconta l’effetto valuta. Le previsioni per il 2016 parlano di una crescita commisurata alla “nuova normalità” dei consumi globali dell’alto di gamma, con una media di incremento stimata intorno al +3 / +3,5%.

Armando Branchini_VP Altagamma“Il superamento della soglia dei mille miliardi di Euro di consumi mondiali è una pietra miliare per la nostra industria – ha spiegato Armando Branchini, Vice-Presidente di Fondazione Altagamma, (in foto a sinistra) durante la presentazione dei report -. Le imprese europee faranno quest’anno ottimi bilanci, ma la moderazione si impone: la crescita reale è contenuta e lo sarà anche nel 2016. Una situazione di crescita moderata richiede alle imprese di riconsiderare in modo significativo le strategie di investimento: perseguire la crescita organica, grande disciplina sull’uso della liquidità, riduzione del costo del capitale”.

Diversi gli studi presentati, ciascuno focalizzato su un segmento specifico, dalle stime per il 2016 al mercato del tax free shopping. Secondo il Monitor Altagamma sui Mercati Mondiali, realizzato da Bain & Company, la stima per il 2015 vede una lieve crescita dei consumi di alta gamma nel mondo del 1-2% a cambi costanti (benchè sia del 13% a cambi correnti), con un mercato totale pari a 253 Miliardi di Euro. La crescita è guidata principalmente dal canale online (7% del mercato totale), e outlet.

Come prima categoria per crescita si afferma la gioielleria (+18% a tassi correnti e +6% a tassi costanti), vista come investimento dai consumatori di tutte le geografie. Seconda categoria, le calzature (+16% a tassi correnti e +6% a tassi costanti). Al livello globale i consumatori cinesi si confermano la nazionalità a più forte crescita (31% del totale). In termini di geografie, spicca il Giappone (+13% a tassi correnti e +9% a tassi costanti), crolla la Russia a tassi correnti (-25%), positiva l’Europa (+9% a tassi correnti e +5% a tassi costanti), stagnante l’America e in lieve crescita il Middle East in termini reali.

L’Altagamma Consensus 2016, realizzato da Fondazione Altagamma con il contributo dei maggiori analisti internazionali specializzati, prevede una crescita moderata per tutti i settori, in linea con la tendenza di normalizzazione del comparto. Abbigliamento +3%, Art de la Table +2%, Hard Luxury +3%, Accessori +4%, Profumi e cosmetica +4%. Anche i mercati sono previsti in crescita, a cambi costanti, con Europa (+4%) e Giappone (+5%) che si confermano i migliori. Il Nord America crescerà intorno al 3%, più moderata l’America Latina (+1%). La contrazione del turismo dalla Russia frena invece il Medio Oriente, comunque in crescita del 3%.

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Boom del turismo Free Shopping in Europa, che nei primi nove mesi del 2015 registra una crescita del +26% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto emerge dal report “Il Consumo Tax Free nell’Unione Europea”, a cura di Global Blue. Il primato degli acquisti spetta ai Cinesi (36% del mercato Europeo), mentre si registra il ritorno degli Americani (+57%) che detengono una quota di mercato del 5%. L’Italia è tra le mete preferite dai turisti internazionali con gli acquisti dei Cinesi in crescita (+71%), a compensare il calo della spesa dei Russi (in seconda posizione, nonostante un calo degli acquisti del -42%). Incerto l’impatto di Expo Milano 2015: Global Blue mostra un trend di crescita in tutta Europa, quasi che EXPO possa aver generato un effetto diffuso. Ritorna alla crescita il segmento ‘Luxury’, che pesa più del 49% sul totale.

Secondo il Fashion&Luxury Insight, realizzato da Sda Bocconi e Altagamma,  per le aziende moda e lusso quotate in Borsa il 2014 si è chiuso con la conferma dei trend positivi: a mostrare le migliori performance, le aziende di medie dimensioni. Cala il numero di punti vendita, con le imprese focalizzate sulla ristrutturazione e ottimizzazione del network più che sul suo ampliamento. Il lusso si conferma il segmento più profittevole, ma per la prima volta le vendite (+4,5%) crescono meno della media (+6,3%).


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