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Alle fiere mi annoio

Gli eventi che accompagnano una manifestazione fieristica sono ritenuti noiosi. Non voglio e non posso negare che qualche volta lo siano. Dibattiti, conferenze, presentazioni sono momenti che spesso il grande pubblico considera riempitivi di contorno. Ma questo è uno sbaglio. Perché nelle fiere di tutto il mondo agli incontri di business si associano pubbliche relazioni, approfondimenti, aggiornamenti, seminari. Mondanità. Ci si va per ragionare confrontarsi, migliorarsi; può darsi che ci sia qualche chiacchiera in più mentre di questi tempi capita che si acquisti di meno. Se sono giovani, non hanno tanti soldi. Che fa? Partecipano ora, compreranno poi. Ho trovato singolare che lo stesso seminario vada deserto in un’occasione prestigiosa ed abbia successo in una manifestazione più modesta. Come spiegare questo paradosso? Non è poi difficile. Conferenze ed approfondimenti scientifici non si riempiono da soli quasi fossero provini di X Factor. Il gap che divide un evento non strettamente commerciale dalla comunità del business lo puoi colmare con un pochino di buona volontà e fantasia: attestati di partecipazione, comunicazione puntuale e ristoro (perché no con l’aiuto di sponsor).
Crisi a parte, forse potremmo chiederci se non sia il caso di ripensare l’evento fieristico. A Vicenza stanno già rinnovando tutto il modello logistico spingendosi di più verso l’innovazione, le tendenze ed il design. A Monaco i bambini non sono parcheggiati tra palloncini ma entrano coi genitori e vanno a pulire fossili o incidere pietre. Se per i trentenni di oggi shopping ed intrattenimento sono una cosa sola (generazione nata nei centri commerciali) perché una manifestazione dovrebbe continuare a consistere solo in lunghe e monotone file di eleganti stand?


2 commenti

  1. La formula della “fiera” mi sembra che sia in crisi ben prima della crisi, a Milano da quando la fiera è diventata mega vedi Rho!!
    E’ che agli incontri e convegni forse non ci si aspetta l’intrattenimento, ma collegamento tra le “parole” che sono tante, troppe e le proposizioni di idee e fatti in relazione : ci si alza dalla conferenza dopo le presentazione dei cosiddetti addetti ai lavori delusi come sempre perchè ingenuamente si aspetterebbero proposte, richiestae di partecipazioni, idee e progetti da sostenere , invece sempre gli addetti a parlare girano attorno ai “faremo” manteendo lo status quo proteggendo “gli orticelli” di relazione lascando tutti sena SPERANZA alcuna e senza nemmeno il bicchiere di spumantino sponsorizzato che non basterbbe per una sbronza tanto utile!


  2. Vero, verissimo quanto scrive Nicoletta sulla delusione di chi si alza dalla platea senza aver sentito nulla di nuovo e stimolante:
    Per chi qualche volta si è trovato dall’altra parte la delusione è molto simile, anche se, ovviamente diversa. Anche dalla platea ci si aspetta qualche cosa di nuovo, qualche osservazione costruttiva, anche forti dichiarazioni di dissenso (perché no?): I commenti post-convegno con lo spumantino in mano servono a poco:


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