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Alibaba nel Consiglio anti-contraffazione, i big brand escono per protesta

Dopo Michael Kors e Gucci America anche Tiffany esce dall’Iacc in contrasto con la piattaforma cinese. La coalizione non torna sui suoi passi

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Cresce la lista di big brand fuoriusciti dalla Coalizione internazionale contro la contraffazione (Iacc) per protesta dopo l’ingresso del colosso cinese dell’e-commerce Alibaba. Dopo Michael Kors è stata la volta di Gucci America, oggi si aggiunge il nome di Tiffany & Co. L’associazione impegnata contro la contraffazione, che ha sede a Washington DC e conta oltre 250 membri in tutto il mondo, ha anche annunciato che Jack Ma, fondatore di Alibaba, sarà presente come speaker alla Spring Conference, che si terrà la prossima settimana a Orlando.

In principio era stato Michael Kors a lasciare la Coalizione definendo, in una nota, Alibaba “l’avversario più pericoloso e dannoso”. Da sabato è sparito anche il nome di Gucci (che insieme ad altri marchi del gruppo Kering ha anche citato in giudizio la Holding cinese) e a spiegarne le motivazioni – legate all’ingresso di Alibaba – è stato il vicepresidente dell’Iacc, Candice Li-Uzoigwe, in una intervista all’Associated Press. Alla stessa agenzia ha risposto anche Robert Barchiesi, presidente della Coalizione, confermando la decisione e dichiarando che l’associazione è impegnata a “guidare una coalizione di volontari”.

Oggi arriva la notizia che anche Tiffany & Co., con una lettera all’Iacc, ha annunciato il proprio allontanamento, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Poche settimane fa Alibaba e l’IACC avevano annunciato l’intenzione di realizzare un programma per rendere più veloce e più facile la rimozione di prodotti contraffatti dai siti e-commerce che fanno parte del gruppo. Finora, la piattaforma ha chiuso più di 5mila vetrine online e rimosso oltre 180.000 prodotti contraffatti.

 


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