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Al via tra un mese il Congresso Cibjo in Armenia

In attesa dell’apertura dei lavori la Confederazione mondiale della gioielleria pubblica aggiornamenti delle relazioni realizzate dalle Commissioni interne: sul nichel uno dei focus

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La struttura dove si svolgerà il Congresso annuale della Cibjo a Yerevan, Armenia

Manca poco più di un mese al Congresso annuale della Cibjo che quest’anno si svolgerà a Yerevan, capitale dell’Armenia, dal 26 al 28 ottobre con i consueti meeting pre-congresso a partire dal 24. L’appuntamento al Meridian Expo Center dell’Armenia Marriott – ospitato dell’Armenian Jewellers Association – metterà insieme i delegati delle associazioni di gioielleria mondiali ed è anche il momento di dialogo tra le Commissioni di settore, i cui orientamenti potranno essere inseriti nelle direttive guida dell’industria per ciò che riguarda diamanti, pietre colorate, perle, laboratori gemmologici e corallo. Si tratta dei Blue Books della Confederazione

A cinque settimane dall’avvio la Cibjo ha già diffuso i primi aggiornamenti, da quello sulle diamanti a quello sulle pietre colorate, fino all’ultimo, in ordine di tempo, sui metalli preziosi, che dedica un focus al nichel. In particolare, il rapporto prende in esame i temi dei test di rilascio nichel e la legislazione sui minerali da conflitti all’interno dell’Unione europea. In particolare, sotto la lente di ingrandimento della apposita Commissione c’è il regolamento REACH dell’UE, approvato alla protezione della salute umana e dell’ambiente dagli effetti nocivi di sostanze chimiche.

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Dopo i progressi ottenuti nella preparazione del provvedimento, che riguardano anche la lotta ai minerali da conflitto, a giugno l’Unione europea ha annunciato una “intesa politica” su molti dei temi sostanziali dello statuto proposto, aprendo la strada alla presentazione al Parlamento europeo e al Consiglio per l’adozione. La legge europea coprirà il commercio di stagno, tungsteno, tantalio e oro, ma a differenza del Dodd Frank Act degli Stati Uniti, controllerà gli snodi chiave, in particolare regolando fonderie, raffinatori e importatori diretti. Inoltre, a differenza della legge americana, quella europea non dovrebbe limitare la sua attenzione alla Repubblica democratica del Congo e alle zone circostanti, ma richiederà due diligence relativa all’importazione da tutte le zone colpite da conflitti o ad alto rischio.

http://www.cibjo.org/congress2016

 


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