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Al via le semplificazioni fiscali del decreto Monti


Il decretone sulle semplificazioni fiscali è diventato legge il 28 aprile (legge 26 aprile 2012 n. 44 pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 99, Suppl. Ord. n.85). Il titolo della legge parla non a caso di “semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento”.
Quindi non solo semplificazioni, ma anche e soprattutto provvedimenti finalizzati a combattere l’evasione fiscale attraverso la tracciabilità dei pagamenti. Per quanto sia giusto quest’ultimo obiettivo, di “semplificazione” ne resta pochina. Ed ora vedremo perché, esaminando quelle misure del decreto che maggiormente possono incidere sulle piccole e medie imprese del nostro settore.
Tra l’altro, il decreto contiene anche indicazioni importanti sulle scadenze dell’IMU

  • Rateizzazione debiti tributari (Art. 1)

Il contribuente potrà richiedere la rateazione anche se non ha pagato le rate previste dagli avvisi bonari. Si potrà richiedere un piano di ammortamento con rate variabili di importo  “crescente”, quindi meno rigido dei piani attuali. La domanda di rateazione blocca l’iscrizione di ipoteche, beneficio da cui si decade per il mancato pagamento di due rate. I piani di rateazione a rata costante precedenti alla presente norma possono essere modificati con ulteriori proroghe se la situazione del debitore è peggiorata. Si tratta di misure che intendono aiutare i debitori degli Enti pubblici che si trovino in situazione di momentanea difficoltà.

  • Spesometro (Art. 2 comma 6)

Dal 1° gennaio 2012, gli operatori economici dovranno comunicare periodicamente all’Agenzia delle entrate tutte le operazioni rilevanti ai fini IVA per le quali è obbligatoria l’emissione della fattura. In pratica, si tratta del ripristino dell’elenco clienti-fornitori. Per le operazioni senza obbligo di fattura, in pratica quelle effettuate con i consumatori, resta il limite a 3600 euro IVA compresa oltre il quale scatta l’obbligo di comunicazione.

  • Deroga alla limitazione dell’ uso del contante per gli stranieri extra-UE (Art. 3 commi 1 e 2)

I turisti di nazionalità extra-UE non residenti in Italia potranno effettuare acquisti in contanti di beni e di prestazioni di servizi effettuati presso imprese del commercio al dettaglio e agenzie di viaggi e turismo, fino ad un importo massimo di 15.000 euro, in deroga al limite di 1000 previsto in generale per le transazioni in contanti.
La deroga ovviamente non riguarda gli scambi tra operatori professionali, ma solo i privati cittadini che acquistano beni e servizi da commercianti al dettaglio ed assimilati. Attenzione : la deroga non vale per i cittadini extra-UE residenti in Italia.
La deroga non si applica automaticamente; l’operatore commerciale deve compiere una serie di adempimenti che sintetizziamo di seguito :

  1. 1. il dettagliante dovrà fotocopiare il documento del cliente e poi fargli firmare un’autocertificazione, attestante che egli non è cittadino italiano né di uno dei Paesi dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, e che è residente al di fuori del territorio dello Stato.
  2. nel primo giorno feriale successivo a quello di effettuazione dell’operazione, dovrà versare il contante incassato sul conto corrente aziendale e contemporaneamente consegnare alla banca la fotocopia del documento di identità del cliente e quella della fattura, ricevuta o scontrino fiscale emesso.

Questa è la procedura necessaria per accettare pagamenti in contanti dai clienti extra-UE. C’è però un adempimento preliminare che bisogna obbligatoriamente effettuare se si vuole attivare questa procedura : gli operatori commerciali dovranno inviare una apposita comunicazione preventiva all’Agenzia delle entrate nella quale dichiarano di voler usufruire di tale regime di deroga, indicando in essa anche il numero del conto sul quale vengono versati i contanti.

La comunicazione, trasmissibile  anche in via telematica, dovrà essere effettuata su apposito modulo presente sul sito www.agenzia.entrate.gov.it

  • Semplificazioni per i contribuenti minori relative alla fatturazione e alla registrazione delle operazioni (art. 3 comma 4-quater)

Viene elevato a quattrocentomila euro per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi e per gli esercenti arti e professioni, ovvero a settecentomila euro per le imprese aventi per oggetto altre attività, il limite al di sotto del quale è consentito adempiere agli obblighi di fatturazione e registrazione Iva mediante la tenuta di un bollettario a madre e figlia. Per i contribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi ed altre attività e non provvedono alla distinta annotazione dei corrispettivi resta applicabile il limite è elevato a settecentomila euro.

  • Limiti di pignorabilità (Art. 3 comma 5, lett. c)

È vietato iscrivere ipoteche o procedere ad espropriazioni immobiliari per somme inferiori a 20.000 euro. Tale limite vale solo per le ipoteche iscritte dopo l’entrata in vigore del decreto.

  • Debiti inferiori a 30 euro ( Art. 3 commi 10-11)

Niente accertamento ed iscrizione a ruolo per i debiti inferiori a 30 Euro, tranne che non si tratti di ripetuti mancati versamenti su un medesimo tributo.

  • Abolizione del blocco dei tributi locali (Art. 4 comma 4)

La norma ha sbloccato il potere degli enti locali e delle regioni di deliberare aumenti di tributi, delle addizionali, delle aliquote o delle maggiorazioni di aliquote dei tributi loro attribuiti. In pratica, Comuni, Province e Regioni potranno aumentare le tasse di loro competenza

  • 9.16. Versamento IMU per il 2012 (Art. 4 comma 5)

Vengono fissate le modalità di versamento dell’IMU per l’anno 2012.
L’Imu si può pagare in due rate oppure tre, nel caso dell’abitazione principale.
Le scadenze sono : 16 giugno (50%) e 16 dicembre (saldo ed eventuale conguaglio), in due rate;
16 giugno  (1/3), 16 settembre (1/3) e 16 dicembre (saldo ed eventuale conguaglio)  in tre rate

  • Dichiarazione IMU (Art. 4 comma 5)

I contribuenti tenuti a versare l’IMU dovranno presentare entro 90 giorni dall’entrata in possesso degli immobili o dalla variazione rilevante ai fini della determinazione d’imposta, apposita dichiarazione utilizzando i modelli da approvare con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze. Quest’ultima ha effetto anche per gli anni successivi, salvo modifiche che influenzano la determinazione dell’imposta. Per gli immobili posseduti al 1° gennaio 2012, la dichiarazione va effettuata entro il 30 luglio 2012.

Per gli immobili per i quali l’obbligo della dichiarazione è sorto dopo il 1º gennaio 2012 (ad es. quelli acquistati dopo tale data, la dichiarazione deve essere presentata entro il 30 settembre 2012.

  • Lotta all’evasione – studi di settore (Art. 8 commi 4-7)

Previsto l’accertamento induttivo (basato su semplici indizi) per chi omette di presentare il modello per la comunicazione dei dati degli studi di settore, oppure quando indica cause di esclusione o di inapplicabilità inesistenti, o quando una compilazione infedele comporta una differenza superiore al 15% o comunque ad euro 50.000 dei ricavi stimati.

  • Soppressione della elaborazione di “liste selettive” di contribuenti infedeli e valutazione delle segnalazioni non anonime di violazioni tributarie (Art. 8 comma 8 )

Viene soppressa la previsione originaria che prevedeva che l’Agenzia delle entrate – nell’ambito della propria attività di pianificazione degli accertamenti – elaborasse delle liste selettive di contribuenti ripetutamente segnalati per mancata emissione dello scontrino fiscale o della fattura, da sottoporre obbligatoriamente a verifica. Tale obbligo diventa ora una possibilità.
Al posto di questa “Black list”, infatti, viene semplicemente previsto che le Agenzie fiscali e la Guardia di finanza tengano “conto anche delle segnalazioni non anonime di violazioni tributarie, incluse quelle relative all’obbligo di emissione della ricevuta o dello scontrino fiscale ovvero del documento certificativo dei corrispettivi”.

 


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