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Al Museo Poldi Pezzoli per ripercorre la storia della gioielleria italiana del ‘900

La casa museo Poldi Pezzoli in via Manzoni a Milano ospita fino al 20 marzo prossimo una preziosa rassegna, inaugurata il 24 novembre, che vuole illustrare attraverso 150 opere la storia della gioielleria italiana del XX secolo e dei suoi protagonisti anche meno conosciuti.

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Illario, bracciale 1969

Curata dalla storica del gioiello Melissa Gabardi, la mostra “Il gioiello italiano del XX secolo” è un omaggio al saper fare artigianale del nostro Paese e racconta lo scenario della produzione italiana del 1900 ripercorrendone l’evoluzione attraverso sezioni cronologiche dedicate al Neostoricismo, al Liberty, all’Art Déco, alla produzione degli Anni Trenta, Quaranta e Cinquanta, fino ad arrivare agli anni Sessanta, Settanta, Ottanta e Novanta: il percorso della nascita del “made in Italy”.

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Musy, diadema scomponibile inizio ‘900

Il Poldi Pezzoli – dichiara la direttrice del Museo Annalisa Zanni – ha scelto di proseguire nel suo percorso di valorizzazione delle arti decorative e dei mestieri d’arte che hanno caratterizzato l’identità della produzione italiana sin dal passato, grazie alla qualità delle opere e al talento dei grandi artisti che le hanno prodotte. Questa scelta consente anche di sottolineare la ricchezza e varietà di collezioni che la casa museo di Gian Giacomo Poldi Pezzoli espone e per cui è famosa nel mondo”.

 Da non perdere!

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Cazzaniga, bracciale 1969

Tiare e diademi, collane ombelicali, anelli, bracciali, spille e orecchini: splendidi monili di Mario e poi di Gianmaria Buccellati, creazioni (alcune esposte per la prima volta al pubblico) del milanese Alfredo Ravasco, quelle del genovese Filippo Chiappe, dei torinesi Musy, del romano Petochi e del milanese Cusi, di Codognato, i gioielli in corallo della Famiglia Ascione.

Gli esemplari degli anni Quaranta, condizionati nella scelta dei materiali e nelle forme dalle vicende di guerra, sono rappresentati dalle grandi firme di Cusi, Chantecler e Illario.

E poi lavori del gioielliere romano Mario Masenza, nati dalla vicinanza con pittori e scultori quali, tra gli altri, Afro e Cannilla, ed esempi della sperimentazione per i “nuovi gioielli” iniziata dai fratelli Arnaldo e Giò Pomodoro.

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Masenza, bracciale anni ’50

Particolare attenzione viene riservata agli anni Sessanta e Settanta, che vedono la nascita del nuovo stile di Bulgari, capace di sfidare la supremazia dei grandi gioiellieri francesi e influenzare il gusto internazionale.

Negli anni Ottanta e Novanta i gioielli vivono veramente un “un momento d’oro”, li si indossa dalla mattina alla sera e si affermano nomi come Pomellato, Giò Caroli, James Rivière.

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Buccellati, Tiara 1929

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Pomellato, bracciali schiava in oro

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Bulgari, Collana art-decò della collezione privata

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Nardi, Moretto Albero della vita, Collezione Nardi Venezia

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Ascione, Pendente liberty

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Frascarolo, Spilla testa di pantera, 1960

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Particolarmente affascinante la sezione dedicata alla produzione di gioielli realizzati per le rappresentazioni del Teatro alla Scala e indossati sia dalle artiste sia dalle signore dall’alta società milanese e italiana che si mostravano in pubblico con magnifiche toilettes e superbe parures: una vera e propria parata del lusso, tipica del secondo dopoguerra.

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Rivière, collana trio 18 elementi

Conclude il percorso una sezione dedicata alle creazioni dei protagonisti della Scuola di Padova, riconosciuta come importante centro di ricerca di nuove tendenze del gioiello.

La mostra resterà aperta fino al 20 marzo 2017 con orario 10.00 18.00 dal mercoledì al venerdì. Chiusa il martedì.


1 commento

  1. ADOR Associazione Designers Orafi says:

    very interesting,…


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