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Aeon profit – piano forte. 145 kg di gioielli

Gli strumenti musicali e i gioielli sono simili nella loro natura fondamentale, nel senso che non sono mai da buttare via. Se qualcuno dovesse rompersi o danneggiarsi, piuttosto verrebbero donati, nella speranza di sostenerne la sua esistenza. E’ in questo modo che il gruppo A5, Adam Grinovich, Romina Fuentes, e Annika Pettersson, sono entrati in contatto con un pianoforte. Il pianoforte è collegato con il corpo umano perché è stato costruito per un uomo. Il piano può essere visto come un gioiello posizionato all’interno di una stanza ma non esprime il suo valore e le sue potenzialità finché non entra in un rapporto simbiotico con una persona. Il piano ha un’identità culturale e un valore sentimentale. Nella mostra “Aeon Profit – Piano Forte” allestita alla Platina Gallery di Stoccolma fino al 30 ottobre, il gruppo A5 ha deciso di esplorare l’esistenza del piano spezzandolo della sua funzione umana cercando di ricrearne l’identità in una nuova costellazione e prospettiva diversa in rapporto al corpo umano. I complessi meccanismi contenuti all’interno di un pianoforte garantiscono un ampio spettro di materiali e forme. Proprio come gli organi contenuti all’interno del corpo umano insieme ai valori esistenziali si accumulano per comporre l’essere umano.


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