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Adornment, il gioiello contemporaneo in vetrina a Venezia

Il rapporto con il design protagonista della mostra programmata nella manifestazione Design.Ve, dal 25 maggio al 26 giugno nella galleria Venice in a bottle

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Il rapporto del gioiello con il design è il protagonista di Adornment – Contemporary Jewelry Exhibition, una mostra concepita nell’ambito dell’evento Design.Ve, nato da un’idea dei fondatori di Veniceartfactory Francesca Giubilei e Luca Berta con la consulenza di AtemporaryStudio per offrire uno sguardo inedito sul design. La mostra Adornment, curata da Ilaria Ruggiero, è realizzata grazie al sostegno della prestigiosa Scuola del Gioiello Alchimia e patrocinata dall’Associazione Gioiello Contemporaneo. L’appuntamento è alla galleria Venice in a Bottle dal 25 maggio (apertura al pubblico dal 26 maggio) al 26 giugno.

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Letizia Maggio, Move me. Foto Credits Alice Brazzit

A Design.Ve la tradizione artigianale incontra la più attuale sperimentazione produttiva: designer emergenti e note firme del design internazionale realizzeranno così la nuova mappa della città nelle design Walks Through Venice. In questa cornice, Adornment – Contemporary Jewelry Exhibition rappresenta la sezione dedicata al gioiello contemporaneo. Il tema di quest’anno è The shape of wearable art: un gioiello che esplora e valica i tipici confini formali del corpo per sfidarne la mera vestibilità e oltrepassarne il limite.

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Marion Delarue, Parrot Devotee

Si espandono così i confini fluidi e ampi dell’arte da indossare, ricercando il significato originario dell’ornamento quale simbolo di profonda identificazione e appartenenza. In particolare quest’anno sono stati selezionati quei pezzi che per forma, design e uso sapiente del materiale, sfidano il convenzionale spazio di vestibilità per oltrepassarlo ed entrare in dialogo con il corpo in una modalità inaspettata, capace di svelare nuovi sensi e significati legati all’identità dell’individuo, in quanto essere singolo o inserito nella collettività.

Chiara Lucato,Il cantastorie, collana con pendente, argento niello ossidazioni acciaio, 2015 2
Chiara Lucato, Il cantastorie, collana con pendente, argento niello ossidazioni acciaio, 2015

Quattordici i designer protagonisti: Rosalba Balsamo, Florence Croisier, Clara del Papa, Marion Delarue, Eleonora Ghilardi, Elie Hirsch, Florence Jaquet, Laberintho, Chiara Lucato, Letizia Maggio, Paola Mirai, Ōki Izumi, Nazan Pak e Caterina Zanca, in una continua alternanza tra creazioni delicate e minimali a opere scultoree.

Florence Croisier, per esempio, disegna il corpo quasi a tesserne una tela, proponendo un lavoro grafico e pulito, lineare, impercettibile, grazie all’altissima qualità dei materiali utilizzati; Florence Jaquet con i suoi Literary Jewels e Chiara Lucato nella sua collezione Cantastorie sconfinano la forma fisica per invadere il corpo attraverso la narrazione, storie e racconti che si stratificano nelle pieghe della carta e nella delicatezza di una lanterna magica.

Jaquet Florence, Literary jewels
Jaquet Florence, Literary jewels

I due opposti concettuali del gioiello scultura sono interpretati da Elie Hirsch e Ōki Izumi: il primo si lega ad un’estetica terrena, calda, primordiale e archetipica, quasi tribale, mentre la seconda è proiettata verso la celestiale purezza della geometrica e regolare trasparenza luminosa del vetro; Eleonora Ghilardi e Letizia Maggio propongono invece visioni diverse e originali del gioiello in ceramica e porcellana.

Rosalba Balsamo e Paola Mirai lavorano nella direzione più futurista e contemporanea del gioiello, privilegiando estetiche plastiche e di design; Marion Delarue sviluppa la sua ricerca a cavallo tra simbologia orientale e introspezione, lavorando sul gioiello amuleto e sulle sue potenzialità energetiche; pulizia formale e attenzione alla geometria caratterizzano le creazioni di Nazan Pak e Caterina Zanca, la prima attratta da forme morbide e avvolgenti, la seconda dedicata a composizioni concettuali e minimali, che alternano spazi a materia, vuoto e pieno. La tradizione orafa trova, infine, nuove potenzialità espressive nelle contemporanee creazioni di Clara del Papa e Laberintho, i cui gioielli riecheggiano stili di epoche lontane.

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Caterina Zanca, orecchini della linea Superfici

“Il gioiello rappresenta il dono per antonomasia. E’ una delle risposte più antiche ad un impulso umano estetico ed emotivo – commenta Lucia Massei, Direttrice della scuola Alchimia – ha in sé una speciale carica di comunicazione, è in grado di definire l’identità di chi lo indossa anche all’interno di un contesto sociale”. La scuola fiorentina presenta alla mostra una sintesi del lavoro finale delle 6 studentesse che hanno recentemente conseguito il Master of Fine Arts in Jewellery and Body Ornament: Daria Borovkova, Enrica Prazzoli, Lavinia Rossetti, Federica Sala, Giulia Savino e María Ignacia Walker Guzmán.

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Una delle allieve della Scuola Alchimia, Lavinia Rossetti, Madeleine

Venice in a Bottle
Castello 1794
30122 Venezia
Da lunedì a domenica 10.00 – 20.00
Opening giovedì 26 maggio 2016 alle 19.00


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