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Addio scontrino fiscale, si inizia il 1 luglio

Scontrino cartaceo al passo d’addio: dal 1 luglio tutte le imprese con un volume d’affari superiore a 400.000 euro dovranno abbandonare l’emissione degli scontrini cartacei per passare alla trasmissione telematica dei corrispettivi (cd. scontrino elettronico) all’Agenzia delle Entrate, così come previsto dal Decreto Legislativo 127/2015, lo stesso che ha introdotto la fatturazione elettronica.

Dal 1 gennaio 2020 l’obbligo scatterà per tutte le imprese, e lo scontrino cartaceo andrà  definitivamente in soffitta.

Le imprese interessate sono quelle che svolgono attività  di commercio al dettaglio ed assimilate ( bar, ristoranti, alberghi, etc.): in pratica tutte quelle per le quali non è obbligatoria l’emissione della fattura.

Ma cos’è lo scontrino elettronico? Esso consiste nella memorizzazione e nella trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri, che dovrà avvenire attraverso i registratori telematici (RT), strumenti tecnologici in grado non solo di trasmettere i dati via internet, ma anche di garantire l’inalterabilità  e la sicurezza dei dati memorizzati.

In pratica, i registratori telematici, che devono possedere le caratteristiche tecniche stabilite dal provvedimento. dell’Agenzia delle Entrate n. 182017/2016, svolgono una duplice funzione:

Memorizzano le singole operazioni ed i dati di riepilogo;

Trasmettono quotidianamente i dati alle agenzia delle entrate

Quindi, i commercianti dovranno adeguare il proprio registratore di cassa o acquistarne uno nuovo : in entrambi i casi, potranno usufruire di un credito di imposta  pari al 50% della spesa sostenuta per l’adeguamento o per l’acquisto, fino ad un massimo di 250 Euro.

Ma cosa cambia nei rapporti con i consumatori?

Non essendovi più lo scontrino fiscale cartaceo, occorreva qualcosa che lo sostituisse per fornire al cliente la prova dell’acquisto effettuato ed un documento da esibire come garanzia

Al posto dello scontrino, il commerciante rilascerà  al cliente il Documento commerciale (definito dal Decreto del Ministero delle Finanze 7 dicembre 2016) emesso dal registratore telematico.

Il documento commerciale emesso in forma cartacea e deve essere di dimensioni tali da essere facilmente leggibile e conservabile. Può anche essere emesso in formato elettronico se il cliente è d’accordo.

l documento commerciale dovrà contenere almeno le seguenti indicazioni:

a) data e ora di emissione;

b) numero progressivo;

c) ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, dell’emittente;

d) numero di partita IVA dell’emittente;

e) ubicazione dell’esercizio;

f) descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi; per i prodotti medicinali in luogo della descrizione può essere indicato il numero di autorizzazione alla loro immissione in commercio (AIC);

f) ammontare del corrispettivo complessivo e di quello pagato.

Il documento commerciale ha valore di prova dell’acquisto e vale come titolo per esercitare il diritto alla garanzia sui beni acquistati prevista dalle norme vigenti.

Se il cliente desidera utilizzare il documento commerciale ai fini fiscali, per deduzioni o detrazioni,bdovrà  fornire al venditore, al momento dell’acquisto, il proprio codice fiscale o la partita Iva, poichè questi andranno obbligatoriamente indicati sul documento commerciale affinchè questo sia valido ai fini fiscali.


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