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Addio a Maria Vittoria Albani, la signora del gioiello moda italiano

A soli 15 anni aveva già capito il suo futuro. Maria Vittoria era una delle donne più tenaci, resistenti e determinate che io abbia mai incontrato, ma era anche una persona dolce, gentile e affettuosa.

Maria Vittoria Albani

Maria Vittoria Albani, la fondatrice di Ornella Bijoux, si è spenta oggi a Milano a 89 anni per un brutto male che ne ha fiaccato il corpo ma non lo spirito indomito.

Maria Vittoria era una delle donne più tenaci, resistenti e determinate che io abbia mai incontrato, ma era anche una persona dolce, gentile e affettuosa. Le volevo un gran bene ed era una delle protagoniste delle mie mostre e dei miei libri per la qualità e la poesia dei suoi gioielli couture ma anche per quel suo modo di fare così garbato e ironico . Minuta, con dei bellissimi occhi azzurri e una volontà di ferro che l’ha portata a essere una delle più importanti bijoutier italiane, attraversando da protagonista le principali stagioni della moda.

Nell’atelier di via Monte Cervino a Milano sono conservati oltre 30.000 tra gioielli, prototipi e disegni della Ornella Bijoux che la figlia Simona Scala e la nipote Marta Cesareo portano avanti con la stessa passione e dedizione, gioielli che raccontano la storia di questa azienda artigianale che rappresenta l’eccellenza del bijou italiano nel mondo.

Ornella Bijoux nasce a Milano nel 1944 fondata dalla signora Piera, madre di Maria Vittoria che, rimasta vedova, aveva iniziato a creare bijoux per la ditta di profumi Gum, dove lavorava a Milano, quando con la guerra era mancato l’alcol per i profumi. Poi, tornato l’alcol, Gum riprese la produzione di profumi e la signora Piera rilevò i bijoux nel 1944, fondando la Ornella Bijoux. Sebbene giovanissima, a soli 15 anni Maria Vittoria aveva già capito che il suo futuro era in quel caleidoscopio di perle colorate, di metalli lucenti e di ceramiche flessuose da cui nascevano collane, spille, anelli, orecchini e bracciali capaci di donare quel tocco di eleganza e di femminilità necessari per “trasformare la donna in idolo”, nella felice definizione di Simone de Beauvoir.

Ornella Bijoux

Siamo negli anni Cinquanta, nella stagione irripetibile del “miracolo economico”, quando lo stile italiano si andava affermando non solo come sinonimo di bellezza e qualità ma anche come lifestyle, rimandando a quella cultura del “bello e ben fatto” che è ancora prerogativa italiana. Come afferma Edmondo Berselli, quella è stata “l’epoca della felicità”, fra la metà degli anni Cinquanta e il Sessantotto, in cui è sembrato che la società italiana riuscisse a diventare felicemente moderna. I bijoux erano perfetti per lo spirito del tempo: colorati, gioiosi, vistosi, accessibili. Maria Vittoria capisce con la consueta prontezza che quello è un settore interessante e non si risparmia.Si andava, io e mamma, dai clienti da Milano a Salò in bicicletta – amava ricordare- con la valigia di gioielli legata sul portapacchi. Così mi sono appassionata a quel lavoro.”

Giovan Battista Giorgini, il mitico organizzatore della “First Italian High Fashion Show” del 1951 che lanciò la moda italiana negli Stati Uniti, fece conoscere i bijoux di Piera e di Maria Vittoria Albani agli americani, ai tedeschi, ai francesi e ai giapponesi, contribuendo al successo di Ornella Bijoux.

Ornella Bijoux

Maria Vittoria diceva spesso che i giapponesi erano stati tra i suoi clienti preferiti e una sua collana era stata acquistata anche dalla moglie dell’imperatore giapponese mentre Grace Kelly a Montecarlo aveva alcune sue spille. I bijoux Albani sono stati esposti al Victoria&Albert di Londra, a New York, Tokyo e nelle più importanti capitali perchè le sue spille animalier, le collane bavaglino, i lunghi sautoir sono dei capolavori di creatività e di manifattura, ben lontani dall’idea di bijoux industriali cui siamo abituati oggi. Non c’e’ stile che Maria Vittoria non abbia affrontato: dal floreale al geometrico, dal liberty al deco, tradotti in gioielli preziosi per creatività e per manifattura, che sono il frutto di una ricerca costante, di materiali e di tecnologie ma anche della sua insaziabile curiosità.

Maria Vittoria era un’onnivora osservatrice, traduceva in gioielli tutto quello che vedeva e in una recente intervista aveva dichiarato “io non porto gioielli, solo qualche spilla, ma mi chiedo sempre: questo gioiello lo indosserei? Consiglio ai giovani di immedesimarsi sempre, così lavorare diventa una gioia. Anche creatività e ricerca non devono mai esaurirsi; io schizzo, creo, cerco materiali: sughero, sassi, conchiglie, metallo che lavoro anche con aziende che seguono le mie idee.”

La sua storia è esemplare: della volontà e del talento di una donna straordinaria ma anche di una collaborazione proficua tra bigiottieri e stilisti. Maria Vittoria aveva collaborato a lungo con Biki, con Céline, con Borbonese e più tardi con Dolce&Gabbana e Swarovski ed è proprio dalle collaborazioni tra gli stilisti e i produttori di accessori che è nato il mito del pret a porter italiano, la moda come sistema, la capacità di produrre su larga scala e qualità elevata, affiancando l’abito agli accessori per quello che all’epoca veniva definito il total look.

Ornella Bijoux

Erano modelli di collaborazione basati sullo scambio alla pari di competenze e di obiettivi: si lavorava fianco a fianco, cercando soluzioni innovative, con fiducia e amicizia. Questo modello di produzione e di collaborazione ora non esiste più, gli stilisti sono diventati brand globali, chiusi e autoreferenziali e le collaborazioni con artigiani sapienti quale era Maria Vittoria Albani sono del tutto scomparse, a detrimento delle numerose aziende familiari che da sempre hanno rappresentato il tessuto connettivo del Made in Italy.

Nel ricordare Maria Vittoria mi piacerebbe che ci ricordassimo di tutte le piccole aziende artigianali del gioiello moda italiano che, come la Ornella Bijoux, custodiscono antichi e preziosi saperi ma che combattono quotidianamente per non chiudere, per non cedere sulla qualità, per continuare a fare bene il proprio mestiere, per trovare investitori, per cercare nuove opportunità. Non lasciamoli soli.


2 commenti

  1. Emanuele Leonardi says:

    Gli articoli di Alba Cappellieri sono sempre suggestivi, hanno il potere di immergerti in tempi ed emozioni vissuti, arrcicchendo.sempre più il lettore.


  2. Silvia Doni says:

    Moderna , elegante, unica ,chic,.
    Unica nel suo stile classico moderno innovativo
    Personaggio veramente moderno .


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