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Indagini di mercato su come si muove il consumo

Il consumatore, questo (s)conosciuto. È sempre più diffusa, tra gli operatori del settore lusso, la convinzione che il target finale dell’acquisto vada conosciuto, studiato, capito. E questo molte aziende, oggi, sembrano averlo imparato.

Il trend che spinge ad essere al corrente dei gusti del consumatore, della sua propensione all’acquisto, non è soltanto una questione “emotiva”, al contrario: è sempre più un elemento da far rientrare nell’analisi anche economica dell’azienda. Lo ha spiegato bene a Preziosa magazine Franco Marchesini, esperto di statistica, in un’intervista in cui analizzava i dati del comparto diffusi dal Monitor di Banca Intesa.

Marchesini, infatti, indica la conoscenza del consumatore come strategia per uscire dalla crisi: non solo per una produzione più mirata, ma anche per consolidare la propria immagine di brand.

Lo sanno bene le aziende ma lo sanno anche associazioni di categoria come la Federazione Nazionale Dettaglianti Orafi Confcommercio, che periodicamente invia ai propri iscritti un questionario per comprendere quali sono le fasce di prodotto più gradite ai consumatori – l’oreficeria, la gioielleria, l’argento o altro (è on line il modulo per partecipare all’indagine per il primo quadrimestre 2011) – ma anche la Camera di Commercio di Milano, che da pochi giorni ha fatto partire una ricerca per comprendere quali sono stati i prodotti più venduti dalle aziende della provincia e più in generale come sono andati gli affari.

Naturalmente, partecipare non costa nulla ma quanto più è alto il numero di aziende coinvolte, tanto più il risultato è significativo e non può che aiutare a comprendere le tendenze del mercato e i talvolta oscuri gusti dei consumatori.


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