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Accordo Italia-Svizzera, cade il segreto bancario

Il primo scambio di informazioni partirà a settembre 2018: a breve intese analoghe con il Liechtenstein e con Monaco

segreto bancario

C’è l’accordo: cade il segreto bancario tra Italia e Svizzera. È questo il principale risultato dell’intesa firmata dal ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, e il capo del dipartimento federale delle Finanze della Confederazione Svizzera, Eveline Widmer-Schlumpf, arrivata dopo tre anni di trattative.  La Confederazione elvetica esce dunque dalla black list dei paradisi fiscali permettendo ai contribuenti italiani che intendono avvalersi della voluntary disclosure di beneficiare di condizioni migliori in termini di anni da sanare e di oneri da sostenere. Il primo scambio di informazioni partirà a settembre 2018.

Ammonterebbe a circa 150 miliardi infatti lo stock dei capitali italiani all’estero, non denunciati o solo parzialmente conosciuti, e l’80% circa è proprio in Svizzera. Se il 20% aderisse all’operazione di rientro dei capitali, nelle casse dello Stato potrebbero arrivare 6,5 miliardi di euro. Oltre al protocollo, i due ministri hanno siglato una “road map” per la prosecuzione del dialogo fra i due paesi in materia fiscale e finanziaria.

“L’accordo firmato oggi è un passo avanti molto importante nella relazione tra i due paesi – ha dichiarato Padoan – frutto di un lavoro che è durato molto tempo, che è stato complesso e difficile ma alla fine è giunto con pieno successo. Non voglio, però, fare previsioni economiche”. Nel dettaglio, ha spiegato Padoan, sono stati firmati due testi: “Uno giuridico, che riguarda lo scambio di informazioni, e uno politico, una roadmap che fissa il percorso dei negoziati sui temi riguardanti i frontalieri e Campione d’Italia”.

Si tratta dell’ultima occasione per i cittadini di regolarizzare la propria posizione con il fisco italiano senza incorrere in sanzioni penali per reati fiscali. Ad ogni modo, il cittadino dovrà comunque dichiarare e pagare tutto quanto dovuto al fisco. Adesso l’accordo dovrà essere ratificato da entrambi i Parlamenti per poi entrare in vigore entro due anni al massimo. Domani, ha annunciato Padoan, sarà firmato un accordo analogo con il Liechtenstein, poi sarà la volta di Monaco.


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