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Accessori, gioielli sempre in cima. Il web è il motore della crescita

Internet spinge le vendite del canale retail: nel 2016 fatturato globale da 289 miliardi di dollari. L’Italia intercetta il segmento tra alta gioielleria e prodotto fashion

Jewelry

Tra i personal accessories, i gioielli sono sempre in cima alla lista dei desideri. A consacrare il primo posto per il segmento jewellery è una recente ricerca di Euromonitor International, con un fatturato globale da 289 miliardi di dollari nel 2016. È anche il comparto che cresce di più tra gli accessori personali, con un +3% tra il 2015 e il 2016.

Design, innovazione e brand identity: su questo devono puntare le aziende italiane, mercato che registra, complessivamente, un lieve calo (-1%) . Anche se la fiducia dei consumatori è aumentata nel 2016, si attesta ancora su livelli piuttosto bassi soprattutto per l’alto tasso di disoccupazione e il basso reddito disponibile. Tuttavia, i consumatori si prendono ancora cura di se stessi, il che ha portato alla crescente domanda di un lusso accessibile a metà tra la gioielleria preziosa e quella fashion. Per esempio, anche produttori di gioielli come Pomellato (con Pomellato 67) e Damiani (con la collezione D-Icon) hanno investito sul segmento dei gioielli accessibili.

La domanda dovrebbe essere sempre più polarizzata, andando a beneficio sia dei gioielli di fascia bassa sia di quelli di alta gamma, a scapito invece della fascia media. Nella bigiotteria, questa tendenza si tradurrà in un aumento della domanda per i marchi economici, come ad esempio Opsobjects. I più preziosi continueranno ad essere percepiti come accessori aspirazionali: il modo migliore per sfruttare questa tendenza sarà investire in marketing, design e brand identity.

A livello globale, a fare da traino al buon risultato della gioielleria è il dettaglio via Internet, con un +15%  delle vendite anno su anno e 19 miliardi di fatturato nel 2016 (nel 2011 i miliardi erano 9), come dimostra un altro studio di Euromonitor. Quello che è interessante notare è che la crescita del 16% relativa al retail online per la gioielleria è più alto rispetto alla crescita dello stesso canale per la bigiotteria (12%): una circostanza spiegata dal fatto che vanno online più facilmente i player del segmento high jewelry.

Le stime per il futuro vedono ulteriore crescita: un tasso annuale del +4% tra il 2016 e il 2021 che porterebbe i fatturati a 633 miliardi. La migliore prestazione continuerà a essere quella dei gioielli, trainata soprattutto dalle vendite nell’Asia Pacifico, in particolare Cina e India, che hanno dimostrato di saper resistere alle turbolenze economiche. L’Indonesia dovrebbe registrare la più rapida crescita per vendite di gioielli (Tasso di crescita annuo composto al 7,8%) seguita dall’India con il 6,9%.

 


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