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A Vicenza il Made in Italy va divinamente

La  crisi sta passando, la crisi morde più che mai. Il Made in Italy tira, alla faccia di tutte le sciagure nazionali e internazionali. Ma quando mai?! Cinesi & affini ci stanno sgombrando a suon di dumping dai più interessanti mercati di oggi e di domani. E’ vero che il settore calzaturiero ha archiviato un 2010 decisamente positivo, ma altri comparti sono andati piuttosto male se non malissimo. E non tutti hanno avuto la grinta dei produttori di piastrelle, che hanno ottenuto dalla Commissione Europea  l’istituzione di dazi altissimi per proteggersi dalla concorrenza dell’ex Celeste Impero.

Quest’ultimo problema, a dire il vero, riguarda molti settori produttivi ma certo non quelli che hanno animato Koinè, la “biennale del sacro” andata in scena alla Fiera di Vicenza intorno alla metà di Marzo. Alta moda da altare, come si evince da alcuni passaggi dei corposi comunicati stampa diffusi prima, durante e dopo la manifestazione. Al centro dell’attenzione le nuove càsule,  proposte in uno scenario europeo da trend-setter e innovatori. A Vicenza, ha commentato un operatore con beata ingenuità, il Made in Italy è andato divinamente. Meno ingenuo – ma sostanzialmente bonario –  il titolo di un articolo di cronaca: sfila la nuova càsula Paradiso.

A Milano, invece, è il momento dell’oro, purtroppo non di quello trasformato in gioielli. Secondo ViviMilano del “Corriere della Sera”, in un centro estetico del capoluogo lombardo si rivitalizzano visi un po’ stanchi con l’oro a 24 carati, cioè puro. L’oro, a quanto pare, contrasta efficacemente i radicali liberi e controlla la melanina oltre a tanti altri “aggressori” che fanno apparire la gente non proprio giovane.

L’applicazione, testimoniata da una bella foto di Gigliola Di Piazza, costa 70 euro a chi presenta un coupon di ViviMilano contro una tariffa normale di 190 euro. Sarebbe inutile, temo, cercare qualche informazione sul risciacquo, insomma sull’eventuale operazione di recupero dell’oro non assorbito dalla pelle. In tempi di facce d’oro, del resto, nessuno si azzarderebbe a chiedere lumi in proposito: non ci sono più le facce di bronzo d’una volta.


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