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A Umbertide una mostra dedicata a Liliane Lijn

 

I lavori dell’artista-scultrice Liliane Lijn, la cui fama è legata prevalentemente ai lavori sul linguaggio e sulla luce, hanno tracciato un percorso artistico spettacolare, costellato di sperimentazioni e ricerca che conoscono l’uso di elementi tratti dalla terra ma anche di sofisticate tecnologie: la luce è un elemento importante nelle sue installazioni.

Consacrata sin dai primi anni ’60 come una delle protagoniste principali dell’arte cinetica, i suoi lavori hanno meritato spazio nelle più importanti collezioni pubbliche: il MOMA di New York, la Tate Gallery di Londra, l’Art Institute di Chicago, la Bibliotheque Nationale di Parigi, il Victoria and Albert Museum di Londra al Museum of New South Wales di Sydney, per citarne alcuni, ed oggi, fino al 3 novembre, saranno a Umbertide nella mostra “Earth body art”, allestita presso il Museo di Santa Croce.

L’allestimento, curato dalla dottoressa Marinella Caputo, presenta bracciali, collane, anelli e cinture in sei teche posizionate ai piedi della tela del Pomarancio, una delle straordinarie testimonianze artistiche che si possono ammirare in Valtiberina e che insieme alle tante altre opere dà una visione della storia e della cultura di questa parte d’Italia.

Preziosi che, come tutte le altre sue opere, vogliono sottolineare lo strettissimo legame tra uomo e pianeta.

Come ha spiegato la stessa Lijn, “Per realizzare questi gioielli ho utilizzato materiali della terra perché vorrei che facessero ricordare alla persona che li indossa il legame indissolubile che unisce ogni essere umano alla terra, la nostra terra, che va amata e rispettata”.  Le sue creazioni in argento si tengono in equilibrio tra gioielli e installazioni corporee che rimandano all’energia magmatica, forme corrugate che non hanno necessità di diversi interventi estetici, creano un ideale collegamento con le origini della vita.

 

 

 

 

 

 


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