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A trainare l’export italiano sono soprattutto gioielli e prodotti di pelletteria

I dati di Intesa Sanpaolo sul 2013 mostrano per i due comparti una crescita del 7,8%, in valore rispettivamente di 6 e 17,7 miliardi: la ripresa è lenta ma la recessione è finita

Se l’export italiano regge, bisogna dire grazie anche ai gioielli. Il comparto orafo, infatti, è tra quei settori – insieme alla filiera della pelle – che  traina il commercio con l’estero, rilevandosi come driver della crescita del manifatturiero italiano e, in particolare, dei produttori di beni di consumo della Moda e del Design.

È quanto emerge dall’indagine illustrata da Stefania Trenti del Servizio Studi di Intesa Sanpaolo sul Sistema Moda&Design in occasione dell’iniziativa Start Up Initiative “Fashion & Design Open Innovation Day”, tenutasi il 29 Maggio. La ricerca esplora lo scenario economico relativo alla moda e al design, allargandosi fino al contesto macroeconomico che vede il Giappone nell’atteso rallentamento, le Americhe verso una normalizzazione del ciclo e una Europa sopra la media.

L’analisi passa poi a considerare l’Italia, in cui la recessione è finita ma la ripresa è ancora debole: dopo aver toccato un punto di minimo lo scorso anno, il ciclo si sta, sia pur lentamente, spostando dalla recessione verso una fase di espansione. Inatteso il calo del Pil nel primo trimestre 2014 (-0,1%) anche in assoluto la variazione annua migliora. Secondo la ricerca, il calo potrebbe essere dovuto, tra i tanti fattori, a una possibile flessione dell’export extra-Ue (penalizzato dall’euro forte) e a un mancato rimbalzo delle scorte dopo il calo di fine 2013.

Come annunciato dall’Istat, però, la fiducia dei consumatori cresce costantemente, toccando a maggio il suo massimo da 4 anni. Le famiglie  appaiono più ottimiste riguardo al clima economico generale e alle attese per il futuro, che non rispetto alla propria situazione personale o alla condizione corrente.

Nella crescita dell’export riguadagna terreno l’Eurozona, a fronte di un rallentamento del mercato domestico e dei paesi extra-Ue: il saldo commerciale italiano nel Fashion&Design resta in positivo. Nel fatturato, se il 2013 si presenta con il segno meno, la ricerca prevede che dal 2014 al 2016 crescerà sia nel manifatturiero sia nel fashion&design (comparto in cui l’indagine fa confluire anche i gioielli).

I preziosi, tra l’altro, sono tra i prodotti italiani più propensi all’export: era così già nel 2012, ma è previsto che lo siano ancora di più entro il 2018. Nel 2013 le vendite all’estero dei settori pelletteria-calzature e gioielleria-bigiotteria si sono impennate del 7,8%, rispettivamente a 17,8 e 6 miliardi, a fronte di un incremento generale del sistema moda del 4,7%. Il valore totale dell’export supera i 51 miliardi di euro, pari al 13,7% dell’export totale del manifatturiero italiano, che resta stabile, rispetto al 2012, a quota 373,5 miliardi.

Tirando le somme, il ciclo mondiale è previsto in accelerazione nel prossimo biennio, con una debole ripresa dell’area euro, buone performance negli Stati Uniti e maggiori rischi nei paesi emergenti. Per l’Italia, la strada verso la ripresa è ancora lunga, malgrado i segnali di miglioramento: l’espansione si manterrà comunque su livelli inferiori a quelli di Francia e Germania. L’export si rivelerà ancora una volta il principale driver della crescita del manifatturiero italiano e, in particolare, dei produttori di beni di consumo della Moda e del Design, settore in cui il paese ha mantenuto i suoi punti di forza grazie anche alla filiera integrata del Made in Italy, al patrimonio di conoscenze della subfornitura locale e al contributo del design.


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