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A settembre si chiudono le iscrizioni ad Artis

Messaggio rivolto a tutte le imprese artigiane che intendono partecipare ad Artis, il progetto voluto dalla Regione Lombardia, Assessorato Industria, Artigianato, Edilizia e Cooperazione, che mira a proporre l’eccellenza in ambito dell’artigianato lombardo: si chiudono il 30 settembre le iscrizione alla nuova edizione di Artis.

Fino ad ora il numero delle imprese locali insignite di questo riconoscimento sono 300 nelle diverse aree tematiche: dal legno ai metalli comuni, i metalli preziosi, tessile e, dalla prossima edizione, anche panificazione e gelateria. Un sistema utile per i cittadini che grazie a questa selezione effettuata da Artis Regione Lombardia indica la produzione di qualità in Lombardia

Andrea Gibelli, Vicepresidente e Assessore all’Industria, Artigianato, Edilizia e Cooperazione di Regione Lombardia sigla così l’iniziativa: “Con il riconoscimento Artis, Regione Lombardia vuole mettere a sistema e portare in luce la grande qualità del lavoro dei nostri artigiani. Alcuni sono ricercati in tutto il mondo e questo è motivo di orgoglio per tutto il nostro territorio. Le misure della Regione, per sostenere ancora di più il lavoro dei nostri artigiani, hanno come finalità quella di creare un vero e proprio brand soprattutto per alcune zone della regione che sono particolarmente orientate a questi settori. La finalità è far identificare, in tutto il mondo, le caratteristiche di ogni specifico territorio. Questa è una sfida che coinvolge non solo i nostri artigiani, ma anche la Regione e la sua capacità di agevolare formule di collaborazione tra le imprese, velocizzare le procedure per creare dei distretti che siano sinonimo di qualità. Regione Lombardia è quindi pronta a sostenere ogni impresa. L’Assessorato all’industria, Artigianato, Edilizia e Cooperazione di Regione Lombardia ringrazia queste realtà che si distinguono per capacità, serietà e passione, e propone alcuni strumenti di supporto per consentire a queste professioni di continuare ad essere protagoniste della nostra economia.”


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