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A San Francisco due artisti della street art a confronto

Una mostra al Velvet da Vinci di San Francisco fino al 14 giugno ci mostra come l’arte possa avere tante diverse sfaccettature trasformando oggetti di diversa natura in opere di massima espressività, visiva e concettuale.

Ne dà un esempio la collezione di Boris Bally che trasforma i segnali stradali riciclati, parti di armi, e una grande varietà di materiali recuperati, in oggetti di riflessione.

Egli plasma e dà nuova vita ai diversi segnali in cui s’imbatte attingendo alla città. Questi pezzi insieme celebrano “l’estetica di strada” americana diventando oggetti spesso utili per la casa (sedie, tavolini ecc.) e accessori il corpo. In questo universo compositivo sempre più popolare nell’arte contemporanea si unisce bene il lavoro di un altro artista in mostra con Bally.

L’arte di Seth Papac s’ispira alle parure del 17° secolo, e proprio le possibili e sempre nuove combinazioni nate dal “mix and match” di pezzi di gioielleria lo affascinano. infatti il suo lavoro principale consiste nel montare e smontare un pezzo fino a farlo diventare altro e da qui comporre collane, bracciali e orecchini. Papac dispone di una vasta gamma di materiali che spazia dal metallo e lo smalto fino ad oggetti trovati, legno, corda, pelle, che insieme formeranno un gusto, un senso, una storia.


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