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A Milano i gioielli di Fernanda Pivano

Vorrei aver immerso le mie mani di carne
nei dischi dei fiori invasi dalle api,
nello specchiante cuore di fuoco
della luce della vita, il sole della gioia.

Da Edmund Pollard, “Antologia di Spoon River”

L’incontro di Fernanda Pivano con Milano, risale al 1949, quando sposa il brillante architetto e designer Ettore Sottsass. A partire da oggi, proprio Milano celebra la grande “Nanda”, che con le sue traduzioni, la sua scrittura, ma soprattutto con la sua modernità ha lasciato un segno indelebile nel panorama letterario italiano, per il quale ha rappresentato un ponte mai interrotto con la cultura americana. Prodotta ed organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, con la collaborazione di SEA SpA, la mostra “Fernanda Pivano. Viaggi, cose, persone”, allestita all’interno del refettorio delle Stelline in Corso Magenta dove ha sede la galleria della Fondazione, presenta tra i documenti, le foto e i testi autografi, una selezione di importanti gioielli etnici e contemporanei; i primi raccolti dalla scrittrice durante i viaggi in giro per il mondo, i secondi, anch’essi appartenuti alla stessa Pivano ma realizzati esclusivamente per lei dai più importanti artisti e creativi del tempo. L’autrice, che intrecciò amicizie personali con i protagonisti della Beat Generation, ebbe la sua prima notorietà con la traduzione (sotto la guida di Cesare Pavese) dell’“antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters che fu introdotta in Italia nel 1943 e con quella del romanzo “Addio alle armi” di Hemingway (che gli valse un arresto perché l’opera fu ritenuta lesiva alle forze armate per l’evidente antimilitarismo contenuto).

collana per il lutto acquistata da Fernanda Pivano nel settembre 1969 al mercato di Koki, villaggio Hanubaba, Port Moresby, Papua New Guinea.

La passione per i gioielli nacque dalla sua curiosità e dal suo viaggiare senza tregua.

Rimase affascinata dalle forme originali e primigenie di quei preziosi “senza tempo” che raccolse a migliaia nei Paesi che visitò, dagli Stati Uniti al Giappone, dall’Africa del nord a Cuba. Alla mostra sono presenti alcuni dei più significativi esempi di quelle opere che rappresentarono anche uno stimolo creativo per i suoi estimatori ed amici, tra cui l’architetto (e marito) Ettore Sottsass e lo scultore Arnaldo Pomodoro (autore oggi, della targa del prestigioso Premio “Fernanda Pivano” destinato ogni anno ad un autore americano).

Paco Rabanne Orecchini per Galeries Lafayette, Parigi. Plastica, anni ’60.

A questi gioielli sono poi affiancate alcune originali proposte pop dello stilista Paco Rabanne realizzate negli anni ’50 e ’60 e che la scrittrice acquistò in gran parte a Parigi; affascinata dalle molteplici variazioni di colori e forme ricavate dalla plastica. Infine, un ultimo spazio è stato destinato a creazioni di bijoutteria in metalli non preziosi e pietre dure, realizzate perlopiù da laboratori milanesi, da cui si evince tutto lo sviluppo della ricerca formale degli anni ’60 e ’70.

Insomma, di tutta la curiosità e la grande passione di una donna che ha rappresentato con la sua opera, la forza e l’energia della conoscenza e della letteratura è sapientemente permeata l’esposizione milanese che è accompagnata da un prezioso catalogo edito dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, con saggi critici tra gli altri di Arnaldo Pomodoro, Ida Castiglioni e Alba Cappellieri.

La mostra sarà visitabile fino al 18 luglio 2011


3 commenti

  1. A Milano i gioielli di Fernanda Pivano « preziosa magazine says:

    […] fonte: A Milano i gioielli di Fernanda Pivano « preziosa magazine Articolo aggregato il 6 aprile, 2011 alle 08:22 ed archiviato in Gioielli. Puoi seguire il […]


  2. Misia says:

    Ciao! Visitate anche il sito http://www.andymag.com ci sono un sacco di interviste a personaggi del mondo della creatività a 360°!


  3. A Milano i gioielli di Fernanda Pivano | TravelSquare says:

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