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La creatività ci rende immuni

“La creatività è la risposta che apre”
(Aldo Carotenuto)

È dall’Artigianato che riparto. La parola magica con cui concludevo il precedente post. Non credo ci sia altra via d’uscita che ritornare alle origini. Alla manualità, alla creatività e all’originalità non c’è crisi che tenga. Non ci saranno mai limiti ne opposizioni.
Il superamento di queste fasi di stallo, segnate dalla nostra epoca, potrà avvenire solo se cominciamo a convincerci che la rinascita è racchiusa in una nuova fase di manualità.

Era il 1969, quando nelle sale cinematografiche di tutto il mondo fu proiettato il capolavoro di Stanley Kubrick “2001 Odissea nello Spazio”. Questo nostro nuovo millennio sarebbe stato il nostro futuro. Noi staremmo vivendo nel futuro. Avanzato, considerando che siamo alle soglie del 2013.
L’immagine del futuro era quella di una vita nello spazio. Una vita dove le nostre attività sarebbero state regolamentate dai computer. E così negli anni Ottanta a dismisura si sono affollati gli istituti di informatica. Negli anni Novanta tutti (o quasi) siamo diventati bravi col computer e da allora nessuno (o quasi) è più in grado di svolgere attività manuali.

Questi passaggi, qui brevemente tracciati (con le dovute eccezioni) hanno allontanato dal mercato quel fare artigiano che è poi alla base del nostro “Made in Italy” che un po’ alla volta stiamo perdendo, esportando nelle grandi multinazionali estere.

E dunque nel nostro domani (che non è più troppo futuro), occorre darsi una svolta, occorre risalire la china e ritornare alle origini. Occorre che i giovanissimi facciano nuovamente scuola dagli Artigiani, quei pochi Maestri che ancora tengono viva la tradizione. Occorre non perdere questo passaggio generazionale, perché dopo, non ci sarà più nessuno in grado di trasmettere il valore di quell’arte che ha saputo mutare le conchiglie in cammei, il corallo in capolavori assoluti e l’oro in opere d’inestimabile valore. Non a caso oggi sul mercato agitato e convulso, navigano in acque tranquille, quelle aziende che hanno fatto della ricerca il loro progetto di vita e della qualità il loro impegno quotidiano. Grande successo è ottenuto da tutti quei progetti che magnificano l’Artigianato.

L’esclusività è di chi ha saputo costruire negli anni ed ancora oggi investe in design e progettazione, tutti gli altri rischieranno di essere travolti dalla corrente.


6 commenti

  1. grazia songo says:

    Bisognerebbe riabituarsi a pensare. Non che sia uno sforzo immane ma, purtroppo, il cervello lo abbiamo messo a riposo da un bel pò, e non solo nel lavoro. Continuiamo a copiarci gli uni con gli altri, a lasciarci guidare da chi ha interessi politici ed economici. Sembra essere arrivati tutti ad un capolinea che non consente più prospettive. Che sia giunta l’ora di invertire la marcia?


    • preziosa says:

      Lo credo. Non c’è altro verso per ripartire, il ritorno al “nuovo umanesimo” è l’unica via d’uscita.
      Ora o mai più.


  2. credo che tutte le grandi aziende che per anni hanno costruito le loro fortune non hanno fatto e quindi lasciato niente per l’artigiamato anzi !!!!!

    ARTIGIANO PURO


  3. Condivido la tua impostazione dell’articolo. Oggi assistiamo ad un’ipertrofia di comunicazione e di immagine figlie della bolla “speculativa” della società dei servizi. Ma la vera sfida è il saper coniugare la creatività anche attraverso i nuovi mezzi con una manualità preziosa e sempre più rara nel mercato. Si è delocalizzato selvaggiamente per decenni perdendo quel legame prezioso che dal progetto porta all’opera finita. Puoi avere una grande idea, ma se manca una manualità qualificata, ti riduci ad una corsa al ribasso che porta dritto al punto in cui siamo oggi.
    A presto


  4. Luigi Esposito says:

    Infatti, il processodi creazione dovrebbe essere nuovamente riaffiancato dalla presenza “artigianale” in grado di riavvicinare i giovani a quella manualità che è venuta a mancare negli ultimi anni, portando tutto verso una massificazione senza stile ne qualità.


  5. Maurizio says:

    Salve a tutti, l’altro giorno ho fatto un giro per le librerie per cercare un libro sulla storia del gioiello da regalare…delusione certe librerie a Milano non tengono neanche il reparto gioiello e di conseguenza senza interesse per la materia cioè persone che si vogliono avvicinare al gioiello si scoraggiano e fanno bijoux spacciandolo per gioiello a tal punto che cincredono anche loro di aver fatto chissà che linea nuova e innovativa purtroppo sto lasciando l’italia per non assistere a questa tremenda caduta di stile……..

    Saluti Maurizio


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